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Venerdì 17 Novembre 2017 | 22:01

I nodi ambientali

«In Ilva a Taranto
c'è un'emergenza amianto»

Nuova denuncia del sindacato. La Fiom: modificare parte del decreto che prevede smaltimento entro agosto 2023

amianto Ilva

Domani, in occasione dell’incontro al Mise sul piano ambientale presentato da Am Investco, la Fiom Cgil di Taranto chiederà «al governo di modificare l'articolo 13 del Dpcm del 29 settembre che prevede lo smaltimento di amianto entro il 23 agosto 2023». Lo annunciano Giuseppe Romano e Francesco Brigati della segreteria provinciale, sottolineando che «le 3750 tonnellate di amianto censito ancora da smaltire, oltre alle 1750 tonnellate già smaltite dalla gestione commissariale necessitano di un tavolo tecnico specifico, con i ministeri competenti, per garantire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e per allontanare dalle fonti di rischio gli stessi lavoratori anche attraverso l’estensione dei benefici previdenziali da esposizione ad amianto per gli stessi dipendenti Ilva».

Romano e Brigati ricordano in una lettera inviata al Dipartimento mobilità, qualità urbana, opere pubbliche, ecologia e paesaggio della Regione Puglia e, per conoscenza, ad Arpa Puglia, all’Asl di Taranto, al ministero dell'Ambiente e al ministero della Salute che la Fiom Cgil «il 22 maggio scorso aveva denunciato la necessità di istituire un tavolo di confronto per la gestione dell'emergenza amianto in Ilva, con particolare riferimento alla individuazione di eventuali altri materiali contenenti amianto e alla programmazione degli interventi di bonifica».

La Regione Puglia, a seguito della denuncia della Fiom invitava l'Arpa Puglia e l'Asl di Taranto «a effettuare - rammentano i due sindacalisti - un'ispezione volta all'accertamento della presenza di materiali contenenti amianto, nonché alla valutazione del relativo stato di conservazione e all'esecuzione di campionamenti d'aria per la determinazione della quantità di fibre aerodisperse e la successiva valutazione del rischio sanitario».

La Fiom Cgil, nonostante «siano passati sei mesi - viene precisato - dalla nota della Regione Puglia, ad oggi non ha ricevuto alcuna informazione non solo relativamente alle risultanze delle attività ma neanche all'eventuale avvio delle stesse».

La Fiom chiede dunque alla Regione Puglia «lo stato di attuazione delle attività richieste ad Arpa Puglia e all'Asl con la nota del 30 maggio sottolineando che l’amianto rappresenta una grande criticità, sia in riferimento all’esposizione al rischio dei lavoratori sia in riferimento al rischio ambientale, aggravata dall’eventuale presenza di materiale contenente amianto non censito».

L’organizzazione sindacale ha più volte «richiesto - concludono Romano e Brigati - la necessità di conoscere non solo la mappatura ma anche il piano di bonifica, incluso il cronoprogramma, i tipi e lo stato di amianto, i procedimenti applicati per la bonifica, il numero e i dati anagrafici degli addetti, le caratteristiche degli eventuali prodotti contenenti amianto e le misure adottate e in via di adozione per la tutela della salute dei lavoratori e dell’ambiente».

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