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Sabato 18 Novembre 2017 | 18:53

La sentenza

Bari, cieco guidava moto
Il giudice: non è truffatore
«È solo un irresponsabile»

Il caso di un 59enne denunciato dalla Finanza e assolto dal gup per truffa all'Inps. Gli saranno restituiti i beni sequestrati

Bari, cieco guidava motoIl giudice: non è truffatore«E' solo un irresponsabile»

BARI - Lo avevano preso per un truffatore perché dichiarava di essere cieco ma era stato sorpreso più volte in sella ad una moto e intento a fare volantinaggio nelle strade di Bari vecchia. Per questo la Guardia di finanza gli aveva anche sequestrato i 225mila euro corrispondenti a 23 anni (dal 1990 al 2013) di pensione di invalidità civile e indennità di accompagnamento. Lui, in realtà, è davvero un «cieco assoluto» seppure un incosciente, un «irresponsabile», come lo ha definito il suo difensore, l’avvocato Antonio Falagario. Dopo quattro anni di processo, il Tribunale di Bari ha quindi assolto il 59enne barese Francesco Caringella «perché il fatto non sussiste». Nelle motivazioni della sentenza di assoluzione, con la quale è stata disposta anche la revoca del sequestro, il giudice monocratico Marco Guida ha rilevato che l’uomo «compie in autonomia azioni di vita quotidiana a suo rischio e pericolo ma, soprattutto, ponendo a rischio l’incolumità degli altri», ma non per questo ha commesso una truffa perché è stata «confermata la sussistenza della patologia» e quindi quelle indennità gli erano dovute.

Le indagini della Guardia di Finanza di Bari, avviate nel 2012 dopo una segnalazione dell’Inps e coordinate dal pm Federico Perrone Capano, avevano accertato - tramite appostamenti e pedinamenti - che Caringella usciva da solo, distribuiva volantini per viaggi a Lourdes, ma soprattutto andava in moto. Nel corso del processo, anche sulla base di consulenze mediche, la difesa dell’imputato ha poi dimostrato che il 59enne è davvero un «cieco assoluto», affetto da retinite pigmentosa degenerativa, che gli consente di percepire soltanto luci e ombre, e ha rilevato che l’aver svolto da solo attività quotidiane come guidare una moto, è sicuramente da "irresponsabile, ma niente di più».

Gli stessi medici chiamati a testimoniare hanno spiegato che "i poteri di adattamento delle persone invalide sono eccezionali». Guidare una moto per Caringella, che ha un residuo visivo accertato inferiore al 3 per cento, era quindi «possibile - hanno fatto mettere a verbale i medici - però è un rischio sia per se stesso che per le altre persone, «elevato, molto elevato». «È vero che vede le luci e le ombre, quindi sa riconoscere se sta passando una macchina o sta passando un qualcosa, però non sa riconoscere chi è. Andare sul motore - concludevano i medici - è molto pericoloso». Questo fa di Francesco Caringella un irresponsabile, ma non un truffatore.

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Commenti all'articolo

  • rossini

    15 Ottobre 2017 - 09:09

    Sarà, ma questa sentenza non mi convince. Le azioni della vita quotidiana che un cieco può compiere in autonomia sono lavarsi, vestirsi, alimentarsi, muoversi nell'ambito delle mura domestiche. Non andare in moto per le strade. E di quelle di Bari poi, che sono piene di buche. Vero Sindaco?

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