BARI - «Tenacia, resistenza, energia». Insomma, il «piglio di sempre». Le ultime parole scritte su Facebook due giorni fa da Guglielmo Minervini, «sicuro» di tornare «tra un pò» dopo aver lottato ancora contro il «mistero della malattia», descrivono perfettamente il modo in cui 'Gù, come lo chiamavano in tanti, ha vissuto prima di spegnersi questa mattina, all’età di 55 anni. Attualmente capogruppo di Noi a sinistra alla Regione Puglia e già assessore della giunta guidata da Nichi Vendola dal 2005 al 2015, Minervini ha messo nella vita privata e in quella politica, che per passione coincidevano spesso, la pacatezza e la determinazione ereditate dalla lunga frequentazione con il vescovo Don Tonino Bello e il movimento Pax Christi.
Amici, colleghi e giornalisti apprezzavano di lui la gentilezza, la chiarezza del pensiero e il simpatico accento molfettese. Ma soprattutto il sorriso che non lesinava mai, neppure quando il suo corpo esile ha cominciato a rivelare la violenza del tumore. Segnali che 'Gù non ha mai nascosto. Anzi, fu lui stesso ad annunciare pubblicamente: «Ho il cancro ma resto in trincea». Con una forza che lo convinse a sfidare il 'gladiatorè Michele Emiliano (Pd) alle primarie del centrosinistra per la presidenza della Regione Puglia. Minervini si candidò, pur restando ancora nel Partito democratico, con la lista 'Noi a sinistra per la Puglià che faceva capo a Nichi Vendola. Lo stesso che oggi lo definisce «un uomo del futuro, un politico generoso e visionario, un costruttore di pace e giustizia sociale». Ricordi che inquadrano bene l’impegno di Minervini nel mondo del volontariato e in quello della «politica generativa», come amava descriverla affidando un ruolo di primo piano ai giovani. A loro aveva dedicato il suo impegno da assessore alle Politiche giovanili, ideando 'Bollenti Spiritì con cui per la prima volta si finanziava la possibilità di studiare all’estero o avviare una impresa sviluppando il proprio sogno nel cassetto. Minervini provò a dare un ruolo attivo ai cittadini anche fondando il movimento 'Open': «Un laboratorio politico - spiegava - fatto da persone che vogliono assumersi la responsabilità del cambiamento». Quello che serviva per arrivare alla 'suà «Puglia migliore», una terra di cui è stato protagonista anche da sindaco di Molfetta, dal 1994 al 2000.
Per lui, oggi, l’abbraccio è bipartisan. «Ci mancherà», dice il ministro per la Cultura, Dario Franceschini, definendo Minervini «uno degli esponenti politici più brillanti e intelligenti di una intera generazione» e ricordando di aver "vissuto con amicizia vera tante battaglie comuni». E’ «molto rattristato» il governatore Emiliano. Il capo della Polizia Franco Gabrielli «profondamente colpito» per la morte di Minervini sottolinea come il Paese perda «un uomo di grande passione per le Istituzioni e con un forte senso civico». Mentre il leader di Cor, Raffaele Fitto, sottolinea che «il suo 'non mollò di fronte alla malattia rimarrà un monito per tanti». I «valori» della sua «lealtà, trasparenza e onestà» sono quelli che ricorda il sottosegretario al Lavoro e coordinatore di Area popolare Puglia, Massimo Cassano. Nicola Fratoianni dell’esecutivo nazionale di Sinistra Italiana lo ricorda come un "un uomo mite e determinato». La sua tenacia e sobrietà «come cifra umana e politica» vengono ricordate dal viceministro al Lavoro, Teresa Bellanova. E i componenti del gruppo di Fi alla Regione sono sicuri che lascerà «una testimonianza indelebile di passione civile, coraggio, coerenza». Un uomo che - ricorda il Pd pugliese - «non ha mai rinunciato alle sue idee». Minervini - questo il parere comune - non mancherà solo alla sinistra ma a tutta la politica pugliese.
IL SUO ULTIMO POST SU FACEBOOK
Suona quasi come un addio l'ultimo messaggio postato dall'assessore regionale sul suo profilo facebook domenica scorsa. «E vabbè. Ancora una volta la vita ti afferra in un'altra prova imprevista, dura ed esigente. L'affrontiamo col piglio di sempre.
Fiducia nei medici, tenacia, resistenza, energia, i pilastri incrollabili di mia moglie e dei miei cari, gli affetti profondi e forti, tanta amicizia e la voglia di farcela senza mai perdere il senso anche dentro il mistero della malattia.
Ci risentiamo tra un po'. Sicuro.»
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I funerali si terranno domani pomeriggio alle 17.00, 3 agosto, al monastero dei cappuccini a Giovinazzo. Ai familiari le condoglianze di tutto il personale della Gazzetta
















