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In Puglia e Basilicata

L'inchiesta

San Severo, rubavano le auto e postavano i video coi soldi su Tik Tok: arrestati

I furti venivano commessi da minorenni. In sei rispondono di estorsione e associazione a delinquere

16 Giugno 2022

Redazione online

SAN SEVERO (FOGGIA) - Rubavano auto e moto di grossa cilindrata e in alcuni casi ne rivendevano i pezzi, in altri chiedevano denaro per restituirle ai proprietari. La banda, composta prevalentemente da minorenni, riusciva a rubare le auto in un minuto, e aveva l’abitudine di pubblicare video su TikTok in cui metteva in mostra banconote e costose auto.

Sei persone sono state arrestate dai carabinieri (tre in carcere e tre ai domiciliari) a San Severo (Foggia) su ordinanza del gip di Foggia, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata ai furti di autovetture ed estorsioni.

Le auto, del valore compreso tra 40 e 50mila euro, e le moto venivano rubate tra il nord della Puglia (prevalentemente l’Alto Tavoliere), il Molise (Termoli, Montenero di Bisaccia), l'Abruzzo (Pescara, Francavilla a Mare, Vasto, Silvi Marina, Campli) e le Marche (Grottammare).

L’indagine, denominata «On The Road», ha coinvolto complessivamente 24 persone ed è partita da un agguato, nella tarda serata del 22 marzo 2021, a un pregiudicato sanseverese contro la cui abitazione furono sparati due colpi di arma da fuoco. Il gruppo aveva anche una suddivisione di ruoli: c'erano un esperto informatico, un addetto all’apertura dei veicoli, gli "autisti» che avrebbero avuto il compito specifico di effettuare il servizio di staffetta lungo le vie di fuga, e gli addetti alla guida dei mezzi rubati.

Non sarebbe stato facile stringere il cerchio attorno al sodalizio, a causa del clima di omertà e al terrore delle vittime a denunciare i fatti, che - in alcuni casi - avrebbero preferito addirittura non segnalare i furti alle forze dell'ordine rivolgendosi direttamente alla criminalità locale per riottenere quanto asportato.

Le indagini sono state portate avanti grazie a intercettazioni telefoniche e ambientali e videoriprese. Proprio dai video si è avuta contezza della velocità di esecuzione dei furti (in taluni casi veniva impiegato meno di un minuto per aprire e mettere in moto il veicolo) e alle fughe spericolate lungo le arterie autostradali. A commettere i furti, è stato appurato, erano prevalentemente minorenni.

I veicoli venivano nascosti in  vecchie strutture abbandonate, aree residenziali o fondi agricoli lontani dal centro abitato oppure tra le vie del centro abitato di San Severo, dove gli indagati mimetizzavano le autovetture rubate parcheggiandole normalmente tra altre auto. Nel corso dell’indagine sono stati accertati 31 episodi di furto di autovetture, del valore di circa 40/50 mila euro cadauna, 20 delle quali  riconsegnate ai legittimi proprietari.

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