Mercoledì 25 Febbraio 2026 | 19:35

La «Magica Favola» di Arisa a Sanremo: «Qui mi sento a casa. Se dovessi immaginare una direttrice artistica donna? Senz'altro Elisa»

La «Magica Favola» di Arisa a Sanremo: «Qui mi sento a casa. Se dovessi immaginare una direttrice artistica donna? Senz'altro Elisa»

La «Magica Favola» di Arisa a Sanremo: «Qui mi sento a casa. Se dovessi immaginare una direttrice artistica donna? Senz'altro Elisa»

 
Bianca Chiriatti

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Bianca Chiriatti

Il singolo, scritto con Giuseppe Anastasi, Galeffi e Mamakass e incluso nel nuovo album «Foto Mosse», attraversa amore, ferite e rinascite, dall'infanzia all'età della consapevolezza

Mercoledì 25 Febbraio 2026, 17:06

È finalmente disponibile «Magica Favola», il brano con cui Arisa è in gara al 76° Festival di Sanremo, presentato per la prima volta sul palco del Teatro Ariston e subito entrato tra le cinque canzoni preferite dalla Sala Stampa nella prima classifica della manifestazione. Un debutto intenso e sentito, che riporta al centro la cifra interpretativa più autentica dell’artista: quella capace di unire fragilità e forza, delicatezza e profondità emotiva.

«Ieri sul palco mi sono sentita davvero a mio agio», racconta in conferenza stampa «Avevo paura di non avere un ascolto preciso negli auricolari e invece, appena è partita l’orchestra e ho sentito la mia voce nel microfono, ho capito che stava andando tutto bene e mi sono sciolta. È stato bellissimo arrivare lì sopra: ho provato un senso di distensione, di casa. Spero che sia così anche per tutte le sere a venire».

Scritto dalla stessa Arisa insieme a Giuseppe Anastasi, Galeffi e Mamakass, «Magica Favola» attraversa la vita interiore di una donna dall’infanzia all’età adulta. Dai primi giochi d’amore alla scoperta di una passione che può ferire, fino alla stanchezza che segue le tempeste sentimentali, il brano si sviluppa come un racconto intimo e universale. Il singolo sarà incluso nel nuovo album «Foto Mosse», in uscita il 17 aprile: quattordici tracce che raccontano il percorso umano e artistico che ha condotto l’artista fino a questa nuova consapevolezza. «Gli anni in cui non sono stata a Sanremo mi sono serviti a capire che non ero pronta a confrontarmi di nuovo con la musica», spiega. «Mi sono rimessa a studiare e a lavorare seriamente. “Foto Mosse” parla di tutto ciò che mi ha portato fino a “Magica Favola”: stati d’animo legati spesso all’amore e ai rapporti, una femminilità a volte scomoda, che non vuole più restare dentro dinamiche troppo strette».

Ad amplificare il messaggio del brano è online anche il videoclip ufficiale, prodotto da Borotalco.tv e diretto da Silvia Violante Rouge: un racconto per immagini intimo e cinematografico, costruito come un percorso di ritorno a sé, dalla strada alla casa, dall’esterno all’interiorità. Ogni gesto quotidiano diventa metafora di ricomposizione e rinascita, trasformando la fragilità in consapevolezza.

Nella serata dei duetti Arisa interpreterà «Quello che le donne non dicono» insieme al Coro del Teatro Regio di Parma, in un nuovo arrangiamento firmato dal Maestro Roberto Molinelli. «Quando eseguo una cover mi piace trasportarla in un altro genere, darle un altro vestito», racconta. «Questa volta ho pensato di spostare questo manifesto così femminile verso un’accezione più angelica, per celebrare ancora di più la bellezza e la magia del femminile, la sua sensibilità e dolcezza. Parliamo di femminile, non solo di donne, naturalmente».

Proprio sul tema della presenza femminile al Festival, Arisa riflette: «Mi piacerebbe tantissimo che ci fossero più donne. Mi incuriosisce il fatto che ce ne siano sempre meno. Viviamo ancora in un mondo che privilegia un po’ il maschile, ma sono convinta che le cose cambieranno. Negli ultimi anni vedo sempre più complicità e voglia di sostenerci tra di noi: dobbiamo credere davvero in questa sorellanza». Alla domanda se il Festival sia ancora lo specchio dell’Italia, risponde senza esitazioni: «Sì, credo di sì. C’è sempre una fettina di tutto, tra ospiti e artisti in gara. È una grande cartina tornasole dell’Italia che stiamo vivendo in quel momento». E se si parla di una possibile direzione artistica femminile, il nome è uno solo: «Elisa. È una grandissima musicista, per me è come se fosse la musica. Quando dico: “Quando sarò dove c’è Elisa”, intendo un traguardo altissimo».

Al centro di tutto resta la voce, strumento e compagna di viaggio: «Non è importante che sia perfetta, ma che sia vera, connessa all’emozione. Con la mia voce ho un rapporto particolare, a volte conflittuale: sembra viaggiare per conto suo. Ma per me conta arrivare al cuore delle persone con qualcosa di autentico. Sono diventata cantante perché avevo delle cose da dire, e oggi più che mai riconosco il valore di poterle esprimere».

Conclusa l’esperienza sanremese, Arisa tornerà dal vivo con «ARISA – LIVE PREMIÈRE», due concerti prodotti e organizzati da Friends & Partners: il 22 maggio 2026 al Teatro Brancaccio di Roma e il 29 maggio al Teatro Lirico di Milano. Appuntamenti intimi ed emozionanti che offriranno l’occasione di ascoltare «Magica Favola» e di ripercorrere i momenti più iconici della sua carriera, da «Sincerità» a «La notte», fino a «Controvento».

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