Estorsioni ai danni di imprenditori agricoli ed edili operanti nel territorio di Tuturano e nei comuni della zona. La Polizia di Stato ha eseguito quattro arresti nell’ambito dell’operazione “Colemi”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, una indagine complessa contro la frangia tuturanese della Sacra Corona Unita, attiva nel Brindisino.
Le indagini, avviate nei mesi scorsi, avevano già portato in autunno all’emissione di provvedimenti restrittivi nei confronti di cinque persone. I militari avevano documentato grandi tensioni all'interno del clan, tra esponenti storici e nuove leve, legata anche al ritorno in libertà di figure apicali. Al centro dell’inchiesta, quindi, le estorsioni contro gli imprenditori agricoli ed edili. In un caso, ad un agricoltore sarebbe stato imposto il pagamento di 3mila euro, oltre a 150 euro mensili per una presunta “guardiania”, per poter lavorare senza subire danni alle coltivazioni. In un altro episodio, un imprenditore edile sarebbe stato costretto a versare 500 euro come “pensiero” per lavori effettuati nell’area controllata dal gruppo criminale.
Secondo gli inquirenti, uno degli arrestati – ritenuto vicino agli ambienti della criminalità organizzata locale e con contatti nel mondo imprenditoriale e politico – avrebbe svolto un ruolo di collegamento, favorendo i contatti tra il clan e le vittime e contribuendo alla riscossione del denaro.
Altri episodi contestati riguardano richieste estorsive per migliaia di euro legate ad appalti edilizi e attività agricole. In particolare, due famiglie di imprenditori sarebbero state costrette a pagare somme di denaro sotto minaccia di danneggiamenti e incendi alle attrezzature.
L’inchiesta, condotta con strumenti investigativi avanzati, ha permesso di ricostruire l’organizzazione e le modalità operative del gruppo. L’operazione ha visto impegnati oltre 50 agenti tra Squadra Mobile di Brindisi e SISCO di Lecce, con il supporto dei Reparti Prevenzione Crimine, unità cinofile, tiratori scelti, personale della Polizia di Frontiera, del Reparto Volo di Bari e della Polizia Scientifica. Le indagini proseguono per accertare ulteriori responsabilità e individuare eventuali altri soggetti coinvolti.
















