Tra pochi giorni i migranti ospitati nelle tende davanti all’ex dormitorio di via provinciale per San Vito saranno trasferiti sulla strada per Pandi, in zona industriale (nell’area in cui c’è l’impianto che trasformava i rifiuti in cdr): qui resteranno fino a ottobre, quando finiranno i lavori di sistemazione del nuovo dormitorio di Restinco, dato alle fiamme il 19 gennaio. Appena verranno ultimati gli interventi propedeutici alla sistemazione dei migranti nella zona industriale (verrà garantito dalla Stp un collegamento con il centro urbano), potranno riprendere i lavori di rifunzionalizzazione dell’ex dormitorio. Questo diventerà «un centro di aggregazione interculturale, nel quale sarà realizzata una biblioteca e ci sarà la possibilità di fare teatro», racconta l’assessore ai Servizi sociali, Ercole Saponaro.
Nelle scorse ore il Comune ha provveduto ad affidare il progetto esecutivo e la direzione dei lavori a un professionista esterno, in quanto «gli attuali carichi di lavoro del personale tecnico competente di questa amministrazione - si legge nella determina - non consentono di svolgere l’incarico per la redazione del progetto esecutivo e della direzione lavori della Casa delle culture». Il primo progetto, risalente al 2019, prevedeva la realizzazione di un «centro polifunzionale per l’integrazione e l’inclusione dei migranti». Poi però, con l’arrivo della nuova amministrazione comunale di centrodestra, si è deciso di spostare i migranti fuori dal centro abitato, a Restinco, nella struttura oggetto dell’atto criminale che ha indignato istituzioni locali e comunità. Grazie all’intervento del Governo e della Regione, però, sono stati reperiti nuovi fondi e sono stati allungati i termini per il completamento dei lavori nel nuovo dormitorio, previsto a ottobre. Il primo lotto verrà invece completato entro maggio.
Fino a ottobre, i migranti verranno ospitati alla strada per Pandi. Il trasferimento dalle tendostrutture di via provinciale per San Vito alla zona industriale si è reso necessario perché la ditta che sta riqualificando l’ex dormitorio non riusciva a lavorare in quanto i migranti entravano nell’immobile. Così, è stata informata la Prefettura, che ha convocato il Comune e ha deciso per il trasferimento a valle del Comitato per l’ordine e la sicurezza. La città, dunque, tra qualche mese potrà contare su un centro culturale lì dove c’era una struttura fatiscente, che presentava problemi sanitari e di sicurezza per gli ospiti. I migranti, invece, verranno trasferiti in un immobile più accogliente, collegato da mezzi di trasporto pubblico con la città e le campagne, dove molti migranti lavorano. Un modo, è l’auspicio dell’amministrazione, per ridurre i margini di manovra dei caporali.












