Per la prima volta il Parlamento italiano esamina una proposta di legge per dichiarare gli equidi animali d’affezione e, conseguentemente, vietarne la macellazione e l’utilizzo a scopo alimentare. Si tratta di un disegno di legge presentato all’inizio di questa legislatura da Michela Vittoria Brambilla, deputata di Noi moderati e presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente, che ha iniziato nei giorni scorsi il proprio iter nella commissione Agricoltura della Camera con l’abbinamento di altre due proposte di legge depositate successivamente.
E questa proposta, in Puglia, potrebbe essere un problema serio. Proprio la Puglia, insieme alla Lombardia, risulta essere la regione italiana che consuma più carne di cavallo, e solo nella provincia di Bari ci sono centinaia di macellerie dedite alla sua vendita esclusiva, sia nell'entroterra che nelle città costiere (basti pensare a Santeramo in Colle, indiscussa capitale della carne di cavallo e di asina).
Ma la tradizione è diffusa ovunque. Dalla pastissada veronese alla pìcula piacentina, dalla faldìa emiliana agli sfilacci veneti, passando per il cavàl pisst di Parma, i pezzetti di cavallo alla pignata del Salento e le polpette catanesi. Senza contare salami, soppressate e altri stagionati equini. «Un eventuale divieto di macellazione, vendita e consumo di carni equine avrebbe - sottolinea Fiesa-Confersercenti in una nota - un impatto diretto su decine di specialità locali e su un’intera filiera economica che parte dagli allevatori e arriva a macellerie specializzate, distribuzione alimentare e ristorazione». Per Fiesa-Confesercenti «una scelta di questo tipo, di chiara matrice ideologica, inciderebbe concretamente su tradizioni radicate e su un pezzo di economia diffusa nei territori. I consumi di carne equina si sono ridotti nel tempo, ma restano alla base di un patrimonio gastronomico che attraversa l’Italia da Nord a Sud e che oggi rischia di essere cancellato. Parliamo di preparazioni e saperi che rientrano a pieno titolo nel patrimonio culturale alimentare della cucina italiana che l'Unesco ha riconosciuto come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità»
A confermare quanto sia apprezzata la carne di cavallo a Bari e provincia c'è, in video, Enzo Somma, titolare della macelleria che prende il suo nome nel quartiere Carrassi.
















