«I social sono un buco nero di vuote gratificazioni per l’anima» sentenzia Mercoledì, nella nuova e inedita versione di Tim Burton, da oggi su Netflix. La giovane Addams trasportata nel presente è solitaria e anaffettiva. L’attitudine non cambia neanche quando viene trasferita alla Nevermore Academy, punizione per aver difeso il fratellino Pugsey in modo inappropriato: lanciando una busta di piranha nella piscina del suo liceo. Chi finisce alla Nevermore è un emarginato, un reietto, eppure fuori dal comune: tra gli allievi ci sono sirene, vampiri, lupi mannari e altre creature fantastiche. Ognuno fa gruppo con i propri simili, tranne Mercoledì che divide la stanza con una biondina imbizzarrita perché non riesce a completare la mutazione in animale ululante.
Se l’adolescenza è difficile, lo è soprattutto per la nostra eroina che ha appena scoperto di avere un superpotere e preferisce suonare il violoncello o scrivere romanzi piuttosto che stare in compagnia dei coetanei. Per fortuna una serie di omicidi in città attrae fatalmente la sua attenzione e Mercoledì si trasforma in una cupissima Nancy Drew, aiutata da The Thing (La mano, scaturita dalla immaginazione di Charles Addams negli anni Trenta). Se la storia non brilla per originalità, la serie mescola mistery, giallo, gotico, fantasy (e come non pensare al mondo di Hogwarts), il cast fa la differenza. I genitori divorati da eterna passione (Catherine Zeta Jones e Luis Guzmán) sono irresistibili e la protagonista, Jenna Ortega, forza motrice del racconto, è talmente brava da far dimenticare Christina Ricci nello stesso ruolo.
















