Siamo a Berlino, 1940. Alla fine della campagna militare che ha permesso alle truppe naziste di occupare la Francia, una lettera della Wehrmacht giunge in casa Quangel, Otto e Anna, coniugi di estrazione operaia. La missiva riporta la notizia della morte del loro unico figlio Hans sul fronte francese. Caduto per la Germania e in nome del Führer, era la ragione di vita dei Quangel e da quel momento tutto cambia...
Film emozionante e necessario Lettere da Berlino (2016), scritto e diretto da Vincent Pérez, tratto dal romanzo Ognuno muore solo di Hans Fallada, a sua volta ispirato alla vera storia di Otto ed Elise Hampel. La pellicola - in onda stasera alle 21.10 su Rai Storia - presentata al Festival di Berlino, vede nel cast l’attrice inglese premio Oscar, Emma Thompson (Anne), l’attore irlandese Brendan Gleeson (Otto) e Daniel Brühl (Ispettore Escherich), attore tedesco di cittadinanza spagnola.
Dopo aver appreso della morte del figlio, i coniugi Quangel, iniziano una personale e silenziosa protesta usando lettere, cartoncini e cartoline. Agiscono con intelligenza e prudenza: Otto scrive messaggi semplici contro il regime, utilizzando sempre guanti per non lasciare impronte e camuffando la calligrafia per non destare sospetti. I messaggi antinazisti vengono lasciati in molti quartieri di Berlino e la speranza dei due coniugi è quella di risvegliare la coscienza tedesca ei porre fine alla follia hitleriana. Ma la gente che trova e legge queste lettere decide di consegnarle alla alla Gestapo. Delle indagini viene incaricato l’ispettore Escherich.
















