Giovedì 15 Novembre 2018 | 07:59

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San Giorgio

L'appello ai funerali
«Chi ha visto parli»

L'appello ai funerali«Chi ha visto parli»

Angelo Occhinegro

SAN GIORGIO IONICO - «Voglio fare il contadino perché amo la terra». È uno dei passaggi più significativi che ha espresso don Giancarlo Ruggieri ai funerali del giovane 29enne originario di San Giorgio (era residente a Lizzano) Ciro Piccione, tragicamente ucciso in un agguato. All’ultimo saluto, ieri pomeriggio alla chiesa Maria SS. Immacolata, c’era tantissima gente. Ma prima dell’arrivo salma, la piazzetta era occupata da un trattore moderno che rappresentava la vita di Ciro Piccione, noto imprenditore agricolo. «E da piccolo - ha riferito nell’omelia don Giancarlo Ruggieri - Ciro confessò ai catechisti che da grande avrebbe voluto fare il contadino. Grazie perché hai mantenuto fede alla tua vocazione e hai amato e continui ad amare questa terra, come i tuoi nonni e il tuo papà hanno voluto conoscere il valore del sacrificio, del lavoro marchiato dal sudore della fronte, e come hai visto germogliare dinanzi al tuo volto ogni cosa che coltivavi con passione. Così nel cammino della vita hai visto germogliare l’amore nel creare una famiglia con la tua amata Eloisa Monopoli e con la gioia dei figlioli Sara e Francesco. Un giovane onesto che ha fatto dell’insegnamento dei suoi genitori Risorto e Rosaria uno stile di vita».

Nei passaggi iniziali della toccante e significativa omelia, don Giancarlo ha parlato della strada, come metafora e come esperienza, che è in grado di evocare non solo fascino e attrazione, ma anche paura e incertezza. «Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me». Che tradotto significa: «fidatevi». Poi si è soffermato sulla tragedia. «Nulla di tutto questo può essere dimenticato. Chiediamo in questa ora solo il silenzio, perché il tuo riposo non sia devastato dallo sparlare della gente. Sia rispettata ora più che mai la tua dignità di uomo, di sposo, di padre e di figlio. Sia rispettata la tua memoria di amico di questa terra che ha visto il tuo natale e oggi contempla la tua pasqua. Ci uniamo alla voce della tua sposa: «Vi prego parlate!, l’omertà uccide più di una pallottola». Nell’affidare il nostro Ciro al Signore, prego per chi ha compiuto questo gesto perché si penta».

Da segnalare il messaggio di cordoglio arrivato anche dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro, il quale ha esclamato: «Anche quando la vita ci viene tolta, ci ricorda la liturgia, viene trasformata. Chiedo alla comunità la vicinanza discreta e silenziosa perché a dolore non si aggiunga altro dolore». È giunto anche il cordoglio dell’Amministrazione comunale presente ai funerali con gli assessori Pietro Venneri e Cosima Farilla, oltre al consigliere Mina Farilla. All’uscita del feretro di Ciro (è stato tumulato al cimitero di San Giorgio), sono state scandite le note del brano «La mia storia con te» della sua cantante preferita, Alessandra Amoroso.

Proseguono intanto senza sosta le indagini dei carabinieri, coordinati dal pm Maurizio Carbone, per assicurare alla giustizia l’autore dell’omicidio.

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