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Uomo ucciso a San Giorgio
La moglie: «Vi prego, parlate»

L'appello su Facebook dopo il delitto dell'imprenditore Ciro Piccione

Uomo ucciso a San GiorgioLa moglie: «Vi prego, parlate»

MARISTELLA MASSARI

«Vi chiedo di collaborare. Se qualcuno ha visto o sentito qualcosa che può aiutare gli inquirenti, vi chiedo di dirlo. Non abbiate paura, vi prego. Fatelo per mio marito e per la sua famiglia che non trova pace». Eloisa Monopoli è la moglie di Ciro Piccione, il trentenne originario di San Giorgio Jonico ma residente a Lizzano freddato venerdì mattina con due colpi di pistola. Ha scritto su Facebook un appello disperato nella speranza di rompere il muro di omertà che si è sollevato intorno alla morte del marito. Quello di Ciro Piccione è un delitto perfetto consumato ai danni di un uomo irreprensibile. La sua morte resta un vero e proprio giallo. L’uomo è stato trovato intorno a mezzogiorno riverso sul terreno nel cortile interno di una rimessa utilizzata per i mezzi agricoli.

La terra e la famiglia. Il mondo del giovane agricoltore innamorato del suo lavoro come della moglie e dei figli sta tutto in due parole. La sua vita, come confermano gli inquirenti, non sembra ombre o zone paludose. Eppure qualcuno lo deve aver odiato parecchio se l’altra mattina gli ha puntato contro una pistola ed ha fatto fuoco due volte. Un colpo alla coscia, uno al torace che si è fermato sulla spina dorsale, come è emerso ieri dall’autopsia effettuata in ospedale a Taranto dal medico legale Marcello Chironi.

Allora cosa è successo venerdì mattina in via Brunelleschi? Piccione aveva concluso da poco il suo lavoro e si era recato nel garage attiguo all’abitazione dei genitori per parcheggiare i trattori che avrebbe ripreso il giorno dopo. Ma qualcosa va storto. Qualcuno lo raggiunge nel garage. A questo punto della storia c’è un corto circuito. Non si sa chi, come e perché. L’assassino esplode due colpi con una pistola calibro 7,65 e fugge. Tra i passanti, la strada del garage è abbastanza trafficata, c’è chi si accorge di qualcosa. Tra i primi ad accorrere c’è lo zio della vittima che prova a soccorrere il nipote ma quando capisce che non può far nulla per lui, si sente male.

Da 48 ore l’attività dei Carabinieri è frenetica. Si cerca il colpevole del delitto. Ieri in caserma a Taranto e a San Giorgio sono state ascoltate diverse persone: parenti della vittima e passanti presenti in zona al momento dell’omicidio. Ogni dettaglio può essere importante. Gli investigatori stanno scavando nella vita della vittima. Amicizie, conoscenze, rapporti di lavoro. Tutto finisce al setaccio. Comprese le frasi che la moglie dell’agricoltore ha affidato ai social per sfogare la sua disperazione. «Lavoravi dalla mattina alla sera per non farci mancare niente e per rincorrere i tuoi sogni. Tanta gente ti amava, ma l’invidia è una brutta bestia. Non abbiamo mai dato fastidio a nessuno, abbiamo solo pensato a costruirci un futuro. E questo a qualcuno ha dato fastidio. Tu nato dal nulla a soli 29 anni eri riuscito a fare cose che altri in una vita intera non erano riusciti a realizzare e hai pagato per questo».

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