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La sentenza

Truffe all'Asl di Taranto
«sconti a Parnasso & soci

Il verdetto di appello per i reati commessi a cavallo tra gli Anni Novanta e il Duemila. All'ex dg 6 anni e 4 mesi

Truffe all'Asl di Taranto«sconti a Parnasso & soci

Si è concluso con 5 condanne, sia pure ridotte per l'inesorabile trascorrere del tempo dalla commissione dei resti contestati, il processo per la presunta maxi truffa all’Asl di Taranto avvenuta a cavallo tra gli anni ’90 e i primi anni 2000. La sentenza è stata emessa dalla Corte d'Appello di Lecce venerdì sera poco prima di mezzanotte dopo che la Corte di Cassazione nell'aprile del 2013 aveva dichiarato prescritti i reati commessi fino al 2000 e contestati ad Armando Parnasso, titolare della «Global by flight», all’ex dirigente delle risorse finanziarie dell’Asl, Antonia Manghisi, all’ex funzionario Asl, Raffaele Bruno Losavio, all’ex manager dell’Asl, Vito Armenise, e all’ex direttore amministrativo Domenico Pepe. La Suprema Corte aveva dunque rinviato gli atti alla Corte d’Appello di Lecce per la rideterminazione della pena per i fatti commessi successivamente al 2000.
I giudici dell’Appello hanno così condannato Armando Parnasso a 8 anni e 8 mesi di reclusione (rispetto ai 12 anni e 5 mesi di partenza), a 6 anni e 4 mesi Vito Armenise (che aveva precedentemente rimediato invece 8 anni e un mese), a 8 anni e 5 mesi Antonia Manghisi (che partiva da 12 anni e 4 mesi), a 7 anni e 9 mesi Raffale Bruno Lo Savio (partiva da 9 anni e 6 mesi), a 4 anni e 7 mesi Domenico Pepe (partiva da 6 anni e 8 mesi).
La vicenda deflagrò il 23 aprile del 2002 con l’arresto del patron della Global by Flight Armando Parnasso. Con lui furono arrestate altre quattro persone. L’operazione mise a nudo, per l’accusa, un sistema di connivenze finalizzato allo svuotamento delle casse dell’ente pubblico. Per i militari del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Taranto, coordinati dal procuratore aggiunto Pietro Argentino, era proprio Armando Parnasso il fulcro di un sistema perverso e ben rodato. L’imprenditore qualche tempo dopo l’arresto decise di collaborare con la giustizia. L’uomo provò a offrire la sua verità, ma per i magistrati non fu attendibile. «Nel complesso delle sue dichiarazioni - si legge infatti nella sentenza che fu emessa dalla Corte d’Appello di Taranto e poi annullata con rinvio dalla Cassazione - l’imprenditore non rende una confessione completa, ma a dichiarazioni confessorie accompagna, talvolta, dichiarazioni non attendibili tese a dirigere il giudizio sui fatti da lui voluto».
Dure condanne anche per funzionari pubblici come Vito Armenise, manager barese difeso dall'avvocato Francesco Paolo Sisto. Armenise fu arrestato quattro giorni dopo Parnasso, quando rivestiva la carica di direttore generale della Asl. A metterlo nei guai sarebbero state soprattutto le dichiarazioni rese proprio dal titolare della Global by Flight. Altra figura di primissimo piano è Antonia Manghisi, difesa dall'avvocato Franco Palazzo. Quale responsabile delle risorse finanziarie dell’Asl, Manghisi aveva in pratica le chiavi della cassa dell’azienda. Ad incastrarla sarebbero state le dichiarazioni di un imprenditore a capo di un consorzio di imprese che si occupava per conto della Asl, tramite un appalto miliardario, dell’archiviazione ottica delle cartelle cliniche.
Parti civili anche nel processo d'appello la Asl tramite l'avvocato Antonio Raffo e Cittadinanzattiva con l'avvocato Massimo Tarquinio.

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