Giovedì 26 Febbraio 2026 | 14:18

Taranto, anche il rigassificatore in bilico: il ministero sospende la Valutazione di impatto ambientale

Taranto, anche il rigassificatore in bilico: il ministero sospende la Valutazione di impatto ambientale

Taranto, anche il rigassificatore in bilico: il ministero sospende la Valutazione di impatto ambientale

 
Valentina Castellaneta

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Valentina Castellaneta

Taranto, anche il rigassificatore in bilico: il ministero sospende la Valutazione di impatto ambientale

L’opera prevista alla testa del Molo Polisettoriale, in prossimità del quartiere Lido Azzurro, con una produzione di 12 miliardi di metri cubi di gas all’anno, aveva incontrato fin da subito il parere contrario di associazioni ambientaliste e politica

Giovedì 26 Febbraio 2026, 12:19

12:20

Gioiscono gli ambientalisti tarantini. Il Ministero dell’Ambiente della sicurezza energetica, infatti, ha sospeso «momentaneamente» la procedura di Via, Valutazione di impatto ambientale.

«L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Jonio – ha spiegato l’assessora all’Ambiente Fulvia Gravame – ha comunicato al Ministero che l’area prescelta era già interessata da una concessione della durata di 49 anni al Terminal San Cataldo S.p.A., controllata dalla Yilport Holding a.s.».

Il 3 febbraio scorso il ministero dell’Ambiente, infatti, aveva avviato la procedura di Via per realizzare il rigassificatore onshore nel porto di Taranto. Si tratta un’opera prevista alla testa del Molo Polisettoriale, in prossimità del quartiere Lido Azzurro, con una produzione di 12 miliardi di metri cubi di gas all’anno, necessari per favorire la decarbonizzazione dell’ex Ilva. Immediatamente tutte le associazioni ambientaliste e la politica si erano dette contrarie all’opera per il suo impatto ambientale, ma anche per le stringenti tempistiche previste per la presentazione delle Osservazioni.

A dare la notizia è stato sui suoi canali social il consigliere comunale di Europa Verdi, Antonio Lenti. Il Ministero ha dato 30 giorni al proponente per l’invio delle controdeduzioni. «Nella migliore delle ipotesi – scrive il consigliere Lenti - questa incongruenza potrebbe addirittura bloccare il progetto a monte, nella peggiore potremmo recuperare qualche giorno per fare le osservazioni. Nel frattempo, insieme all’assessora Fulvia Gravame, stiamo lavorando con la direzione ambiente per contrastare l’opera».

Un progetto che per cittadini, associazioni ambientaliste e imprenditori porta con sé molte implicazioni. «Le navi rigassificatrici – ha spiegato Gravame - sono a rischio di incidente rilevante. Intorno a ogni impianto rigassificatore si crea un’area nella quale è vietato il traffico navale, che nel nostro caso sarebbe un’area di tre chilometri. Questo comprometterebbe tutte le attività portuali sia commerciali che turistiche della città. Inoltre è preoccupante anche per il passaggio di navi e sommergibili militari, perché è un impianto soggetto alla direttiva Seveso e quindi a rischio incidente rilevante. Insomma è un impianto pericoloso, quindi se lo fermiamo siamo contenti».

La posizione del Comune a riguardo non è una novità. Solo qualche giorno fa a fare il punto sul progetto era stato il presidente della Commissione Ambiente del Comune, Giandomenico Vitale, sostenendo in una nota che «pur nei limiti delle competenze attribuite al Comune, attualmente all’esame degli uffici tecnici, l’attenzione politica e istituzionale sul progetto resta alta. L’obiettivo è assicurare una valutazione rigorosa, completa e critica degli elaborati trasmessi, con particolare riferimento agli impatti sul territorio e sulla comunità locale».

Anche Wwf Italia si è schierata contro il rigassificatore. L’associazione ambientalista ha contestato la necessità energetica dell’impianto da 12 miliardi di metri cubi, definendola un’opera «inutile e dannosa». Inoltre per il Wwf solo 3,5 miliardi di metri cubi di gas sarebbero destinati all’acciaieria di Taranto, mentre oltre 8 miliardi finirebbero nella rete nazionale già sovraccarica. Legambiente Taranto punta i riflettori su un rischio tornado, come quello che nel 2012 colpì duramente la città.

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