Sarà eseguita il prossimo 8 gennaio l'autopsia del piccolo venuto alla luce senza vita nell'ospedale Santissima Annunziata di Taranto il 30 dicembre scorso. Lo ha deciso il pubblico ministero Francesca Colaci che ha fissato l'accertamento tecnico e nominato i consulenti che dovranno accertare le cause del decesso: si tratta del medico legale Domenico Urso e dell'anatomopatologo Mario Criscuolo. Spetterà a loro capire cosa sia accaduto: valutare le cure prestate alla donna durante la gravidanza dal suo ginecologo di fiducia e dai medici del Ss. Annunziata dal momento del ricovero.
A differenza di altri casi, il pm Colaci non ha iscritto alcun medico nel registro degli indagati: in base all'esito dell'autopsia e alle responsabilità che dovessero eventualmente emergere si deciderà il futuro dell'inchiesta
Come raccontato nei giorni scorsi dalla Gazzetta, i medici della struttura sanitaria ionica hanno fatto tutto il possibile per salvare la vita al nascituro, ma purtroppo non è bastato.
La madre, una giovanissima tarantina di 19 anni, si era presentata nelle prime ore del mattino al pronto soccorso riferendo un persistente stato di malessere, in particolare un forte dolore alla testa. L’accesso in ospedale ha fatto scattare immediatamente i controlli clinici di rito, che hanno spinto l'équipe medica ad approfondire il quadro della gravidanza. Con il progressivo aggravarsi della situazione e l’evidenza di una condizione critica, i medici hanno tentato un estremo intervento con parto cesareo, che tuttavia non ha consentito di salvare il bambino.
In una nota l’Asl Taranto, tramite il commissario straordinario Vito Gregorio Colacicco, ha espresso «cordoglio e le più sentite condoglianze alla famiglia» e ricostruito l’accaduto spiegando che gli accertamenti sulla giovane «alla prima gravidanza e alla 36esima settimana di gestazione» hanno evidenziato «una condizione di ipertensione arteriosa non nota, riconducibile a una preeclampsia severa, trattata farmacologicamente secondo protocollo, mentre il monitoraggio fetale iniziale non mostrava segni di immediato pericolo. Nel corso dell’osservazione clinica - conclude la nota - si è verificato un distacco massivo di placenta con ipossia acuta fetale intrauterina che, pur a fronte dell’intervento chirurgico d’emergenza e delle manovre di rianimazione neonatale, non ha consentito di evitare il decesso».
















