Martedì 20 Gennaio 2026 | 08:56

Ex Ilva, sciopero a oltranza dei sindacati contro il Piano del governo. Bloccata la Statale 100 a Taranto. Usb chiede tavolo permanente a Palazzo Chigi VIDEO

Ex Ilva, sciopero a oltranza dei sindacati contro il Piano del governo. Bloccata la Statale 100 a Taranto. Usb chiede tavolo permanente a Palazzo Chigi VIDEO

 
Redazione online

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Ex Ilva, sciopero a oltranza dei sindacati contro il Piano del governo. Bloccata la Statale 100 a Taranto. Usb chiede tavolo permanente a Palazzo Chigi VIDEO

Fim, Fiom, Uilm e Usb proclamano la mobilitazione dalle ore 12 di oggi chiedendo un tavolo unico a Palazzo Chigi per garantire diritti, sicurezza e futuro ai lavoratori dello stabilimento di Taranto

Martedì 02 Dicembre 2025, 12:30

19:31

Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto hanno proclamato uno sciopero a oltranza a partire dalle ore 12 di oggi e fino a nuova comunicazione, per protestare contro il Piano presentato dal governo. La mobilitazione, spiegano le sigle in una nota congiunta, ha l’obiettivo di richiedere un incontro urgente per l’apertura di un unico tavolo a Palazzo Chigi, finalizzato a ottenere il ritiro del Piano e ad avviare "un confronto serio e costruttivo" sui diritti, sulla sicurezza e sul futuro dei lavoratori. Lo sciopero viene definito «un momento fondamentale per difendere i diritti di tutti i lavoratori e garantire stabilità e dignità».

Vincenzo La Neve FIM CISL Taranto Brindisi

Nello stabilimento siderurgico Acciaierie d’Italia in As (ex Ilva) di Taranto, oltre allo sciopero immediato proclamato dalle ore 12 da Fim, Fiom, Uilm e Usb, sono in corso blocchi e cortei di lavoratori. Una protesta "per dire no al piano presentato dal governo - sottolineano le sigle metalmeccaniche - e per rivendicare un confronto sul futuro ambientale e occupazionale dello stabilimento». I blocchi riguardano strade interne e binari. Questo, spiegano fonti sindacali, sta comportando anche il fermo dei carri siluro. "Chiediamo al governo - ha sottolineato Vincenzo La Neve, coordinatore di fabbrica della Fim Cisl - di riconvocare immediatamente le organizzazioni sindacali a Palazzo Chigi e chiediamo con tutta la forza che hanno le organizzazioni sindacali di ritirare quel piano vergognoso di chiusura. Non è un piano corto, è un piano di chiusura». 

Continua a Taranto la giornata di mobilitazione di Fim, Fiom, Uilm e Usb che hanno proclamato uno sciopero per ottenere una convocazione immediata a Palazzo Chigi e per il ritiro del piano di chiusura presentato dal governo sull'ex Ilva. La protesta è iniziata dalla direzione aziendale, con presidi all’interno e all’esterno del perimetro dello stabilimento ed è proseguita con il blocco dei binari nell’area compresa tra la zona ghisa e l’area acciaieria.
«Il blocco - spiegano le sigle metalmeccaniche - ha determinato il fermo produttivo dell’Afo 4». Considerata la natura improvvisa dell’arresto e il rischio di possibili emissioni diffuse e fuggitive, le organizzazioni sindacali hanno deciso «di spostare il blocco nell’area spedizioni».

USB CHIEDE TAVOLO PERMANENTE A PALAZZO CHIGI

Alla luce «delle tensioni sociali esplose nei territori» dopo la presentazione del piano denominato «ciclo corto», Usb ha formalmente richiesto l'istituzione di un tavolo permanente sull'ex Ilva presso la presidenza del Consiglio, con la presenza della presidente Giorgia Meloni. Secondo il sindacato, la decisione di interrompere ulteriori attività produttive avrebbe «pesanti ed irreversibili ripercussioni» sul futuro degli stabilimenti già compromessi dalle incertezze sul piano di salvataggio e sui processi di decarbonizzazione. Usb esprime inoltre «fondati timori riguardo ad una vera e propria operazione di dismissione delle attività produttive».

Nel documento inviato alla presidenza, il sindacato chiede «il ritiro immediato del 'piano corto' e la sospensione delle operazioni di spegnimento delle batterie 7-8-9-12», oltre "all’invio dei coils a Genova, Novi Ligure e Racconigi da Taranto per garantire la continuità produttiva». Tra le altre richieste figurano il «no a ulteriore allontanamento dei lavoratori dalle fabbriche per effettuare formazione senza prospettiva lavorativa» e «l'avvio di un vero piano di manutenzione degli impianti».
Di fronte a un ulteriore aggravamento della situazione occupazionale e produttiva, Usb avverte che sarà costretta a mettere in campo «tutte le iniziative di mobilitazione di carattere nazionale a disposizione».

BLOCCATA LA STATALE 100

Alcuni lavoratori dell’ex Ilva e delegati sindacali hanno attuato un blocco stradale sulla statale 100 Taranto-Bari nell’ambito delle iniziative di mobilitazione che erano partite questa mattina con la proclamazione dello sciopero e l’occupazione della fabbrica.

«Siamo qui - hanno dichiarato - per lanciare un monito alla presidenza del Consiglio. Urge convocare un tavolo unico a Palazzo Chigi perchè la vertenza è una e si tiene con tutti i lavoratori, che siano del Nord, del centro o del Sud. Va riaperto il confronto per l’intero gruppo».

Ribadiscono che «il piano presentato dal governo va respinto e ritirato perchè rappresenta la chiusura di tutti gli stabilimenti. Non si può continuare così. Il sindacato chiede un forte intervento pubblico perchè la vertenza deve garantire una decarbonizzazione piena, salvaguardare i livelli occupazionali anche attraverso strumenti straordinari. Nessuno deve rimanere indietro. Alla transizione ecologica, digitale e ambientale - concludono - va garantita una transizione sociale per tutti i lavoratori e per le loro famiglie».

«I primi drammatici effetti del piano di chiusura dell’ex Ilva di Taranto decretato dal ministro Urso e dal governo Meloni si abbattono sui lavoratori». Con queste parole le segreterie di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Taranto denunciano quanto comunicato nel pomeriggio da Semat Sud srl, che ha annunciato «la cessazione delle attività lavorative - riferiscono - con il conseguente licenziamento di 220 lavoratori edili, storicamente impegnati nell’appalto del siderurgico nelle manutenzioni e negli interventi di risanamento».
«Non c'è più tempo da perdere. Venga subito convocato l'incontro a Palazzo Chigi come richiesto dalle segreterie di Fim Fiom Uilm e si ritiri il Piano di chiusura, mettendo in campo un intervento pubblico necessario a garantire una transizione ecologica e a salvaguardare tutti i lavoratori», ribadiscono le organizzazioni sindacali.
Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Taranto chiedono inoltre al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, al sindaco di Taranto Piero Bitetti, al presidente della Provincia Gianfranco Palmisano e a tutti i parlamentari ionici «di intervenire a sostegno delle mobilitazioni dei lavoratori e per scongiurare i licenziamenti annunciati da Semat Sud srl».
Il documento è firmato dalle segreterie territoriali: Ivo Fiore (Feneal Uil), Gianmarco Passiatore (Filca Cisl) e Francesco Bardinella (Fillea Cgil).

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