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Taranto, via libera al fotovoltaico sulle banchine di San Cataldo

Taranto, via libera al fotovoltaico sulle banchine di San Cataldo

Taranto, via libera al fotovoltaico sulle banchine di San Cataldo

 
Andrea Pezzuto

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Andrea Pezzuto

Taranto, via libera al fotovoltaico sulle banchine di San Cataldo

Il Consiglio di Stato dà ragione all’Autorità portuale

Giovedì 06 Giugno 2024, 10:32

TARANTO - Il Consiglio di Stato sblocca lo stallo sull’iter per la realizzazione di un impianto fotovoltaico galleggiante che servirà a elettrificare le banchine, con particolare riferimento ai due approdi della banchina San Cataldo (dove arrivano le navi da crociera), il pontile della raffineria Eni e il terminal container gestito dalla controllata del gruppo Yilport. L’impianto occuperà un’area di 23 ettari e sarà collocato tra la vasca di colmata di Punta Rondinella e lo specchio di mare antistante.

La vicenda affonda le radici nell’agosto del 2022, quando la società Nicetechnology presentò istanza al Mit e alla Capitaneria di porto per il rilascio di una concessione demaniale della durata di 30 anni per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico off-shore di potenza nominale pari a 48 Mw. L’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio informò la società che l’accordo pubblico-privato per l’opera risulta perseguibile «solo dopo la necessaria fase di evidenza pubblica, che si avvia a seguito di ricezione e valutazione di una domanda di concessione demaniale o di una proposta di partenariato pubblico privato».

Insomma, la concessione dello specchio acqueo per l’impianto fotovoltaico deve passare necessariamente da una procedura a evidenza pubblica. Così, l’ente portuale nel marzo del 2023 ha pubblicato un avviso esplorativo per raccogliere manifestazioni d’interesse al fine di l’individuare un soggetto promotore di un partenariato pubblico-privato. Un atto che la società Nicetechnology ha impugnato davanti al Tar di Lecce, chiedendone l’annullamento. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso e annullato l’avviso pubblicato dall’Authority in quanto l’autorizzazione unica per la realizzazione del parco fotovoltaico può essere rilasciata solo dal Mase, di concerto con il Mit. L’Autorità portuale e il ministero hanno quindi chiesto al Consiglio di Stato di riformare la decisione del Tar. Richiesta che è stata accolta. Infatti, nel suo avviso pubblico l’Autorità portuale non ha mai paventato la possibilità di rilasciare l’autorizzazione unica. Pertanto, non ha ingenerato alcuna interferenza con la competenza ministeriale. L’avviso è finalizzato alla sola acquisizione di manifestazioni di interesse per individuare il soggetto promotore e si pone in una fase preliminare. «Nella procedura di project financing - statuisce il Consiglio di Stato - occorre distinguere la fase preliminare della individuazione del promotore e la successiva fase selettiva finalizzata all'affidamento della concessione. La prima è connotata da amplissima discrezionalità amministrativa. L’avviso pubblico impugnato rientra pienamente nella competenza dell’Autorità portuale». La stessa Authority si è detta soddisfatta per l’esito del giudizio e rammaricata per aver perduto «a causa di interessi privati» tempo prezioso per un progetto fondamentale per la transizione energetica del porto.

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