Sabato 07 Marzo 2026 | 17:26

Partiti del centrosinistra Puglia in fuga dalla maggioranza di Taranto

Partiti del centrosinistra Puglia in fuga dalla maggioranza di Taranto

Partiti del centrosinistra Puglia in fuga dalla maggioranza di Taranto

 
Redazione online

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comune di taranto

Lo dichiarano il segretario regionale del Pd Puglia, Domenico De Santis, il coordinatore regionale del M5S, Leonardo Donno, e i segretari di Psi Puglia, Verdi Puglia e Con, rispetto alla situazione dell’amministrazione di Taranto

Mercoledì 13 Dicembre 2023, 18:31

18:32

TARANTO - «Diverse forze hanno già annunciato l'uscita dalla maggioranza e altre lo annunciano con questo documento, ritenendo come unica possibilità di dialogo con Melucci il ripristino della maggioranza risultata vincitrice alle ultime elezioni e l’azzeramento dell’attuale composizione della giunta. Una ripartenza nel rispetto del mandato elettorale».

Lo dichiarano il segretario regionale del Pd Puglia, Domenico De Santis, il coordinatore regionale del M5S, Leonardo Donno, e i segretari di Psi Puglia, Verdi Puglia e Con, rispettivamente, Domenico Tanzarella, Fulvia Gravame e Michele Boccardi rispetto alla situazione dell’amministrazione di Taranto. Le forze politiche che hanno costruito la coalizione e il progetto «progressista» che ha portato all’elezione di Rinaldo Melucci a sindaco di Taranto si sono riunite questa mattina alla luce dell’evoluzione del quadro politico dell’amministrazione di Taranto.

«Forte - dicono i firmatari del documento - è lo sgomento e lo scollamento dall’entusiasmo che ci ha portato ad appoggiare l’attuale sindaco. In poco meno di 18 mesi la Giunta comunale ha subito decine di cambi, il trasformismo e i cambi di casacca sono stati numerosi. Abbiamo assistito ed assistiamo ad un teatrino deprimente, discussioni false sul programma mentre oramai il maggior partito della coalizione è diventata la forza che ha come leader l’ex presidente del Consiglio che negava il problema ambientale a Taranto ed è stato fautore dell’introduzione dello scudo penale e dei decreti che imponevano l’apertura dello stabilimento Ilva in barba alle salvaguardie minime tutele ambientali e sanitarie. Senza contare che oramai gli esponenti che abbiamo battuto nelle urne e non avevano partecipato al nostro progetto iniziale sono parte integrante di questa coalizione egemonizzandone il peso politico». 

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