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Taranto: un tuffo a viale del Tramonto tra acque limpide e fornacelle

Taranto: un tuffo a viale del Tramonto tra acque limpide e fornacelle

Viale del Tramonto

Su sollecitazione di Pro loco, ripulita la spiaggia a due passi dalla città dopo i bivacchi di Ferragosto

19 Agosto 2022

Valentina Castellaneta

TARANTO - «Un po’ è cambiata la situazione, prima qua non si poteva stare», dice Antonio. «Come non si poteva stare? Adesso non si può stare», lo riprende Massimo. Due operai del siderurgico in cassa integrazione si godono il fresco del pomeriggio sulla spiaggia di viale del Tramonto a San Vito, nella settimana di Ferragosto, all’altezza del Fanale di via Meda. «Il mare adesso è più pulito» incalza Antonio, «era più pulito prima» ribatte Massimo.

I due amici, non sanno mettersi d’accordo sulla situazione della spiaggia di San Vito. Eppure raccontano di essere cresciuti sulla riva in cui tramonta il Golfo di Taranto. «Prima qui mio padre lavorava i datteri - racconta uno dei due. Qui c’era un ristorante proprio sulla spiaggia, di cui ora è rimasta solo la baracca, poi c’era un chiosco piccolino di pietra, là mettevano tutte le robe, mio padre con altri pescatori e se ne andavano a fare i datteri dalla scogliera». Alla domanda se all’epoca fosse legale raccogliere i datteri, risponde: «Non era legale farli però alla fine...» e si riperde nel suo racconto.

«Ecco perché io mi trovavo qui da bambino, aspettavo mio padre fino alle quattro, quando ritornava ci rimettevamo in macchina e andavamo via. La spiaggia era più pulita, c’era molta più gente, era più affollata, fino all’Arenile». L’uomo racconta che nonostante i parcheggi fossero più disordinati, con gente che parcheggiava fin sulla sabbia, mentre ora c’è più posto, quando era ragazzino «c’era più educazione» afferma. Mentre il suo amico dice: «questo è il problema vedi?» e si gira indicando l’Ilva che da viale del Tramonto si vede perfettamente, così come l’Eni. A guadare bene, però, si vede tutta la città.
«Poi diciamoci la verità, con la crisi la gente non può andare più lontano con la macchina, allora prendono il pullman e vengono qui» dice Antonio. «Prima di ferragosto per la puzza delle alghe non si poteva stare qua, mentre gli altri anni siamo stati bene tutti i giorni. Io vengo sempre dal lunedì al venerdì, ma il sabato e domenica per il parcheggio non si può venire». «Ma io dico: bisogna aspettare ferragosto per dare una pulita alla spiaggia? - dice Massimo. Basterebbe risistemare la sabbia, dare una pulita e qui sarebbe bellissimo». I due si lamentano soprattutto del giorno di ferragosto, perché «per il resto la spiaggia è tranquilla» sostengono. «C’è gente pulita e gente sporca» dice Antonio riferendosi a quelli accampati sotto gli alberi, con sedie gazebo e fornacelle accese. «Quelle di ferragosto sono due giornate molto complicate -dice Ylenia Gallo, della Proloco di Capo San Vito. Il caldo eccessivo, il fatto che sia una spiaggia libera, anche vicina a Taranto, abbiamo un pressione molto forte da parte di chi viene a fare lì ferragosto». «La notte del 15, alle prime ora del mattino molti hanno visto ciò che era stato lasciato -spiega Gallo. Anche nelle viuzze immediatamente vicine al viale, come via Sgombri, c’erano molte carte a terra e anche un po’ di escrementi. Il fatto che non ci fossero bagni chimici rende più gravosa la situazione. Però poi, non so se per le nostre sollecitazioni o per una programmazione prevista, sono intervenuti subito sia Kyma Ambiente che la cooperativa Kratos, che sono gli addetti alla pulizia di viale del Tramonto per il periodo estivo. Credo che sia stato un gioco di squadra, voluto dagli abitanti che hanno sollecitato la pulizia, in queste giornate molto pesanti».

Nei giorni dopo ferragosto la spiaggia è pulita e tranquilla, dei bagordi descritti su gruppi di Facebook resta solo qualche carta sparsa dallo scirocco. Sotto gli alberi prima del parcheggio a vedere bene si trova qualche famiglia accampata, qualche congelatore, con la pubblicità di una birra, abbandonato al suo destino e qualche gruppo familiare che, imperturbabile, continua ad arrostire carne sulla spiaggia. «Tanto poi passano i vigili, i carabinieri o la finanza e li costringono ad andare via» dicono i bagnanti rassegnati.

Una signora con il costume arancione, fa il bagno al tramonto con la nipotina, l’acqua è calma, limpida e fresca. Lei racconta di vivere nelle Marche da 33 anni e non torna a vivere a Taranto solo perché i suoi figli e nipoti vivono lì. «Trovo la spiaggia tanto migliorata, pulita e piena di localini - racconta. Ho portato qui mia nuora perché non c’era mai stata». «Io qui ci venivo con il nonno, quando ero piccolo -racconta il figlio. Ho dei bei ricordi qua. Ma l’ho trovata bene, meglio degli altri anni, sinceramente siamo stati molto bene. La spiaggia è pulita, non era troppo affollata. Un po’ come Taranto, tanti nuovi locali, tanti turisti, ho visto» racconta il ragazzo mentre la nave da crociera va via mostrandosi nella sua vastità anche dall’altro lato del Golfo di Taranto.

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