Venerdì 12 Agosto 2022 | 20:11

In Puglia e Basilicata

Nel Tarantino

Disabile deceduto a Mottola dopo le torture del nipote, disposta l’autopsia

Disabile deceduto a Mottola dopo le torture del nipote, disposta l’autopsia

Indaga il pm Ciardo. Il nipote era stato arrestato con l’accusa di tortura

26 Luglio 2022

Francesco Casula

Sarà l’autopsia a stabilire se la morte di Carmelo Aloisio, 56enne con disabilità psichiche, è una conseguenza o meno delle violenze inflitte dal nipote 25enne, Ivan D’eredità, arrestato il 12 luglio scorso con l’accusa di tortura, maltrattamenti e sequestro di persona. L’uomo, preso in cura dai servizi sociali di Mottola dopo il blitz dei carabinieri nella casa che fungeva da prigione, è morto infatti il 24 luglio in seguito a un problema a cui il personale medico non è riuscito a far fronte. Per il pubblico ministero Francesco Ciardo, però, è necessario approfondire la vicenda per comprendere se il problema può o meno essere stato generato dai pugni e dalle bastonate che l’uomo ha ricevuto in quei giorni durante i quali il nipote lo teneva rinchiuso in una stanzetta. Com’è ormai noto, le immagini delle violenze, registrate da una telecamera a circuito chiuso e misteriosamente finite sui social network diventano immediatamente virali, sono arrivate anche ai carabinieri che in poche ore sono riusciti a liberare la vittima e ad arrestare il nipote.

Il pubblico ministero Ciardo, che coordina le indagini dei carabinieri della Compagnia Massafra guidati dal capitano Quintino Russo, ha deciso nella giornata di ieri di disporre l’autopsia e ha bloccato i programmi della famiglia: per ieri pomeriggio, infatti, erano già stati fissati i funerali dell’uomo nella chiesa del Sacro Cuore a Mottola. Nel piccolo comune erano già stati affissi i manifesti che hanno suscitato enormi polemiche: sul manifesto infatti, compariva anche il nome di Ivan D’eredità tra i parenti che davano il triste annuncio della scomparsa di Carmelo: sui social sono stati diversi i commenti che hanno definito quantomeno discutibile la presenza del nome del 25enne che ora si trova in carcere proprio per le violenze commesse sul 56enne. «Uno schifo scrivere sul manifesto “ne dà il triste annuncio il nipote Ivan” dopo tutto quello che gli ha fatto! Almeno ora, lasciatelo in pace.» ha scritto un utente facebook. Un altro utente, invece, ha scritto: «hanno avuto pure la faccia di scrivere il suo nome al manifesto del povero signore. spero k sia fatta giustizia».

È stato il gio Giovanni Caroli a confermare la custodia cautelare in carcere per D’Eredità che nell’interrogatorio di convalida, accompagnato dal suo difensore l’avvocato Cristiano Rizzi, aveva sostanzialmente ammesso di essere lui nelle riprese, ma aveva aggiunto di non ricordare nulla di quanto accaduto. Il giudice Caroli aveva parlato di comportamento «crudele» confermando anche l’accusa di tortura ipotizzata dalla procura. Questa mattina il pm Ciardo affiderà l’incarico dell’autopsia a un medico legale: all’esame potrà prendere parte anche un consulente della difesa eventualmente nominato dall’avvocato Rizzi per riportare anche le sue considerazioni. La relazione finale sarà poi consegnata al pm Ciardo che sulla base delle conclusioni dovrà decidere se confermare le accuse nei confronti di D’Eredità oppure aggiungerne di nuove. Infine dopo l’autopsia la salma sarà nuovamente restituita alla famiglia che a quel punto potrà fissare il funerale e permettere alla comunità mottolese di esprimere un ultimo saluto a Carmelo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 

BLOG

- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725