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In Puglia e Basilicata

Ferrovie

L’alta velocità Salerno-Reggio lascia a secco Potenza e Taranto

alta velocità

Il progetto da 1,8 miliardi per la tratta Battipaglia-Romagnano: nessuna certezza per la bretella lucana

25 Maggio 2022

Massimiliano Scagliarini

BARI - L’investimento da 1,8 miliardi di euro che il Pnrr alloca per la realizzazione dei primi 35 km della nuova linea ferroviaria ad alta velocità tra Salerno e Reggio Calabria dovrebbe consentire (anche) un risparmio di 20 minuti nei collegamenti tra Potenza e Roma. Ma sarà necessario realizzare una bretella (pure questa finanziata nel Pnrr) per collegare la nuova linea al tracciato storico della Battipaglia-Potenza.

La Salerno-Reggio dovrebbe essere la prima vera linea ad alta velocità del Sud. Ma nonostante per ora si sviluppi solo in territorio campano, l’opera interessa (oltre che la Basilicata) anche la Puglia. Perché il prolungamento naturale della linea storica avviene sulla direttrice Potenza-Metaponto-Taranto, per la quale il Pnrr prevede 400 milioni di euro che dovrebbero finanziare gli «interventi prioritari» tra cui - appunto - la bretella verso Potenza da 125 milioni.

La nuova linea partirà dal lotto denominato 1a, tra Battipaglia e Romagnano, ipotizzando poi che il completamento del lotto 1 (fino a Praia) possa già consentire un taglio di 30 minuti nei tempi di percorrenza verso Reggio Calabria. Ma la durata dei lavori non è una variabile indipendente, soprattutto perché deve confrontarsi con i vincoli del Pnrr. Alla conclusione del Dibattito pubblico (la procedura in cui i progetti vengono sottoposti all’esame del territorio), Rfi ha annunciato l’obiettivo di aprire i cantieri il prossimo anno. Il progetto del lotto 1a prevede 3 anni e 4 mesi di lavori, ed è dunque compatibile con l’obiettivo 2026 fissato dal Pnrr. Sempre che, naturalmente, le previsioni vengano rispettate.

Nulla si può ancora dire per la bretella verso Potenza, che costerà 125 milioni di euro e rappresenta l’unica valvola di collegamento per la Basilicata (da cui è arrivata - finora invano - la richiesta di recuperare anche la linea dismessa Sicignano-Lagonegro). L’approccio progettuale che privilegia la realizzazione di linee nuove ad alta velocità (rispetto alla cosiddetta alta velocità di rete, cioè l’adeguamento tecnologico delle infrastrutture esistenti come ad esempio sulla linea Adriatica) comporta infatti scelte progettuali più nette, con meno elasticità: per garantire i 300 km l’ora servono tracciati con determinate caratteristiche tecniche che non possono attraversare tutti i centri abitati. Ma resta il fatto che, almeno fino al 2030, tutta l’alta velocità ferroviaria del Mezzogiorno sarà concentrata in Campania.

L’allegato infrastrutture al Def presentato lunedì dal ministro Enrico Giovannini ha stanziato 11 miliardi per l’alta velocità Salerno-Reggio Calabria, un finanziamento che copre esattamente la metà del progetto. Gli ultimi due lotti, però, dovranno essere sottoposti a studio di fattibilità per stabilire se il rapporto costi-benefici dell’investimento è favorevole. Una scelta, preannunciata dagli atti di programmazione, che sembra dare ragione a chi ritiene che la linea non verrà mai completata per i 400 km fino a Reggio Calabria, ma si fermerà a Tarsia o addirittura a Praia. E sempre in attesa di capire quali saranno le decisioni per la «trasversale» di Taranto che sulla carta dovrebbe rappresentare lo sbocco ferroviario dell’arco Jonico verso Roma.

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