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In Puglia e Basilicata

tragedia

Porto di Taranto, cade mentre carica pala eolica: muore operaio 49enne

Taranto, muore un 55ennedurante dragaggio in Porto

L'uomo, forse a causa dell’imbracatura che si è sganciata, è caduto sulla banchina ed è deceduto a causa del violento impatto

29 Aprile 2021

Redazione online

TARANTO - In un incidente sul lavoro avvenuto questo pomeriggio sulla parte pubblica (non in uso al Siderurgico) del quarto sporgente del porto di Taranto, è morto Natalino Albano, un operaio di 49 anni dell’azienda Peyrani Sud.

L'operaio era impegnato nelle operazioni di carico su una nave di pale eoliche prodotte dall’azienda Vestas quando si sarebbe sganciata parte dell’imbracatura. L’operaio è quindi caduto sulla banchina ed è deceduto a causa del violento impatto. Secondo fonti sindacali, il lavoratore potrebbe essersi lanciato dalla nave nel timore di essere travolto dal carico.

La dinamica è al vaglio degli ispettori dello Spesal, Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Asl e degli agenti della Questura, intervenuti sul posto. I sindacati di categoria dei trasporti, a quanto si apprende, proclameranno uno sciopero di 24 ore al porto di Taranto dalla mezzanotte di oggi.

FIM: «INVESTIRE SUL LAVORO» - «Non si può continuare a morire di lavoro. È assurdo».

Lo affermano il segretario generale della Fim Roberto Benaglia e Valerio D’Alò della segreteria nazionale, commentando l’incidente sul lavoro avvenuto oggi a Taranto, costato la vita a un gruista di 49 anni, Natalino Albano, dipendente della impresa Peyrani Sud, caduto sulla banchina del porto durante le operazioni di carico di pale eoliche su una nave.

«Come sindacato - dicono - sentiamo il dovere di reagire, indignarci, sollecitare risposte. Dobbiamo volere condizioni di lavoro più rispettose dei bisogni e della dignità di tutti. Di fronte a questa tragedia, in questo momento triste per il mondo del lavoro, ci stringiamo accanto al dolore dei congiunti del povero Natalino». Secondo Benaglia e D’Alò, «dal punto di vista della civiltà del lavoro va fatto ancora molto. Non basta cogliere le richieste dei delegati alla sicurezza, bisogna cambiare l’orientamento politico generale sul lavoro spesso penalizzato. Come da tempo ribadiamo, occorre investire in modo serio sulla sicurezza. È assolutamente importante accertare come mai non siano state garantite tutte le procedure di sicurezza che in questo ambito lavorativo va assolutamente previsto».

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