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Dopo il tavolo al mise

Accordo Mittal, investimenti e tavoli settimanali su sicurezza. Gru gestite da remoto

Le ipotesi di reato sono di concorso in omicidio colposo e di omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro

Ex Ilva, sindacati: anomalie su assunzioni e esuberi

Una «riunione settimanale con i sindacati dedicata alla sicurezza e la costituzione di un comitato istituzionale per il monitoraggio della situazione» su salute e sicurezza; monitoraggio settimanale della Cigo e verifica «dell’utilizzo dei lavoratori posti in Cigo per le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria». Sono questi gli impegni presi da Arcelor Mittal nell’accordo firmato ieri dopo l’incontro al Mise. L’azienda definisce «prioritario» il miglioramento della sicurezza nel siderugico.

«La sicurezza è la prima priorità per tutti gli stabilimenti ArcelorMittal e siamo stati tutti profondamente scossi dal tragico incidente avvenuto la scorsa settimana. Mi auguro che il rafforzamento del nostro impegno in materia di sicurezza attraverso la collaborazione con le principali parti interessate, tra cui i sindacati, contribuirà a consolidare ulteriormente i nostri sforzi per migliorare le prestazioni in materia di sicurezza». Lo afferma Matthieu Jehl, CEO di ArcelorMittal Italia, commentando la sottoscrizione del verbale di accordo con i sindacati Fim, Fiom, Uilm e Ugl dopo la riunione del vertice che si è tenuto ieri al Mise.
«Mi auguro sinceramente - conclude Jehl - che con questo accordo potremo recuperare la piena operatività e garantire la produzione dell’acciaio di cui i nostri clienti hanno bisogno mentre continuiamo ad attuare il piano industriale e ambientale per affrontare i problemi di sostenibilità a lungo termine dello stabilimento».

In una nota, ArcelorMittal Italia evidenzia i punti del verbale di accordo firmato ieri con i sindacati Uilm, Fim, Fiom e Ugl «per stabilizzare la situazione nello stabilimento di Taranto e consentire all’azienda di continuare ad operare».
«Dopo il tragico incidente verificatosi la scorsa settimana - sottolinea l’azienda - la salute e la sicurezza rappresentano la parte centrale dell’accordo. Da quando ha assunto la proprietà dell’impianto, per ArcelorMittal Italia il miglioramento della sicurezza ha rappresentato una priorità fondamentale. L’accordo comprende ulteriori iniziative volte a sostenere le prestazioni riguardanti le materie di sicurezza. Tra queste, una riunione settimanale con i sindacati dedicata alla sicurezza e la costituzione di un comitato istituzionale per il monitoraggio della situazione riguardante la salute e la sicurezza».
«Inoltre - prosegue la nota - è stato concordato di tenere discussioni dedicate alla manutenzione e agli investimenti per garantire che ogni dipartimento abbia un piano chiaro per affrontare le questioni che via via si presenteranno». «Infine, nel quadro dell’accordo concluso - conclude la nota - ArcelorMittal Italia si impegna anche a monitorare la Cigo su base settimanale e a verificare l’utilizzo dei lavoratori posti in Cigo per le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria».(

PIANO DI INVESTIMENTI STRAORDINARI - «Presentazione dei Piani di investimenti straordinari legati alle manutenzioni ed attivazione di incontri ad hoc in tutte le aree dello stabilimento di Taranto, da estendere alle società controllate ed agli altri stabilimenti del gruppo, con le Rsu di riferimento legati alle manutenzioni ordinarie e straordinarie». E' l'impegno assunto da ArcelorMittal dopo la lunga riunione di ieri al Mise presieduta dal vice premier Luigi Di Maio. All’esito degli incontri delle varie aree dello stabilimento "saranno fornite alle organizzazioni sindacali - è detto nel verbale firmato dall’azienda, dal ministro Di Maio e dalle organizzazioni sindacali - le azioni di natura gestionale e gli investimenti utili a far fronte alle necessità emerse nel corso dei medesimi incontri». Il primo incontro è calendarizzato per domani nel sito di Taranto, a partire dall’area portuale.

Il verbale di intesa prevede inoltre l’istituzione «di incontri, area per area, funzionali a verificare l’utilizzo dei lavoratori posti in Cassa integrazione ordinaria (avviata dall’1 luglio per 1395 dipendenti, ndr), a seguito di una procedura esperita senza accordo, per le attività di manutenzione ordinarie e straordinarie. Confronto con le Rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza, a cadenza settimanale, in merito all’esperienza operativa maturata a seguito di infortuni/near miss relativamente ad eventi occorsi e ritenuti significativi dalle parti».

Nell’incontro tenutosi ieri al Mise su ArcelorMittal, «solo dopo 9 ore di trattativa si è raggiunta un’intesa su un testo condiviso che impegna l’azienda a presentare un piano di investimenti straordinario di manutenzione». Così si legge in una nota della Fim Cisl, diffusa al termine del tavolo, in cui si spiega che nel verbale congiunto l’azienda si impegna anche: «alla possibilità di valutare l’utilizzo dei lavoratori in Cigo nelle attività manutentive, a predisporre incontri settimanali sulle esperienze di infortunio, a ripristinare all’interno dello stabilimento le postazioni fisse degli enti di controllo e ispettivi, a definire un protocollo che coinvolga Prefettura ed enti di controllo e ispettivi e ad adottare, a seguito di studio di fattibilità, soluzioni che tendano ad eliminare i rischi dei lavoratori dell’area portuale».

Per il segretario nazionale Fim Cisl Valerio D’Alò, l'attegiamento aziendale «è stato indecifrabile» perché «prima ha fatto ostruzionismo e poi ha condannato il 'nostro spirito collaborativò a mezzo stampa».
Sull'incidente mortale di giovedì 10 luglio, «avevamo segnalato da tempo i problemi sul sistema frenante delle gru ma non siete intervenuti». Ha fatto notare il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, durante la riunione. «La grave situazione della sicurezza non parte da oggi ma è figlia di una mala gestione commissariale che si è protratta fino ad oggi», ha concluso Bentivogli.

L’accordo sulla sicurezza raggiunto tra ArcelorMittal e sindacati al termine di un lungo incontro al Mise «è stato realizzato in conseguenza della tragica morte di giovedì scorso e introduce una serie di impegni in capo al ministro e all’azienda». Così il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, in una nota diffusa al termine dell’incontro in cui spiega che rispetto agli impegni che l’azienda ha assunto "è prevista la presentazione di un piano di investimenti straordinari legati alla manutenzione» e che a partire da subito "si avvieranno incontri con le Rsu delle diverse aree dello stabilimento per effettuare una verifica di interventi manutentivi necessari per mettere in sicurezza gli impianti».
L’accordo prevede anche «una verifica del numero dei lavoratori posti in cassa integrazione al fine di impegnare il maggior numero di lavoratori manutentori in attività di manutenzione», così come l’istituzione una task force «con l'obiettivo di monitorare lo stabilimento e verificare sicurezza di tutte le aree e un presidio con l’ausilio di enti, organi di vigilanza e ispezione».

Sulle cause che hanno determinato il crollo della gru del 10 luglio, l’azienda «si è impegnata a effettuare uno studio di fattibilità e di realizzazione rispetto all’adozione di soluzioni tecniche e organizzative», ha continuato Palombella che sugli impegni assunti da governo e ArcelorMittal ha aggiunto: «possono rappresentare un importante contributo alla ricerca di soluzioni affinché non ci siano più tragedie come quella di giovedì scorso e che rendano realmente sicuro i luoghi di lavoro all’interno dello stabilimento di Taranto».

UGL FIRMA ACCORDO - «Verranno implementate ed applicate soluzioni tecnologiche innovative per sostituire apparecchiature non idonee e obsolete, come eventuali Gru gestite a distanza con sistema Remote Control che alzerebbe notevolmente il livello di sicurezza in ambito portuale». Lo sottolinea il segretario generale della Ugl di Taranto, Alessandro Calabrese, che ha partecipato ieri alla riunione al Mise convocata dal vice premier Luigi Di Maio dopo l’incidente sul lavoro di una settimana fa in cui ha perso la vita il giovane gruista Cosimo Massaro. L’organizzazione sindacale, che ha firmato l’intesa con Fim, Fiom e Uilm (l'Usb si è dissociata), ha deciso la sospensione temporanea dello sciopero e delle azioni conseguenti «che - spiega il sindacalista - avrebbero avuto inizio per gli elettrici se l’incontro non fosse stato soddisfacente. L’accordo non è una conquista ma un passo in avanti che ci consentirà di capire se ArcelorMittal ed AS intraprenderanno realmente quanto con buoni propositi sottoscritto, ma non tollereremo più alcun tipo di giustificazioni a scapito dei lavoratori». Al momento, conclude Calabrese, «ci sono circa 1675 lavoratori (rimasti in capo all’Ilva in As, ndr) posti in Cigs oltre quelli proposti dall’azienda per la Cassa integrazione ordinaria, cioè 1395, che di certo non possono essere abbandonati al loro destino. Bisogna strutturare un programma di rientro per il quale il Governo è garante».

L'USB NON FIRMERA' - «Abbiamo dichiarato al ministro che non ci sono più le condizioni minime di sicurezza per tenere aperto lo stabilimento. Per queste ragioni non abbiamo sottoscritto il verbale di incontro». Lo sottolineano in una nota Sergio Bellavita della segreteria nazionale dell’Usb e Francesco Rizzo del coordinamento provinciale di Taranto riferendosi al documento firmato ieri dai rappresentanti di ArcelorMittal, dal ministro Luigi Di Maio e dalle altre organizzazioni sindacali al termine di una riunione fiume al Mise. Il tavolo di confronto era stato convocato dopo l'incidente sul lavoro del 10 luglio costato la vita al gruista Cosimo Massaro.

Secondo Bellavita e Rizzo, «la verità è che la multinazionale dell’acciaio ha sospeso di fatto ogni investimento sugli impianti e sta mantenendo solo gli impegni in riferimento all’applicazione dell’Aia. ArcelorMittal Italia ha di fatto estromesso dallo stabilimento il 55% dei manutentori, ovvero di coloro che sono preposti direttamente agli interventi di natura ordinaria e straordinaria sugli impianti e le attrezzature» e "tagliando posti di lavoro sostituendo imprese e lavoratori, con la conseguenza diretta di rendere più povero e precario il lavoro».

Per l’Usb «la mobilitazione continua. Non abbiamo alcuna intenzione di attendere passivamente l’ennesimo omicidio sul lavoro. Occorre pertanto agire quanto prima per costruire un’alternativa reale per Taranto e per i lavoratori dell’ex gruppo Ilva. Un’alternativa occupazionale che garantisca reddito salari il diritto alla salute le bonifiche e la tutela dell’ambiente. Un’alternativa che passa inevitabilmente dalla chiusura dello stabilimento di Taranto»

IERI IL TAVOLO AL MISE - È salito a nove il numero degli indagati per la morte di Cosimo Massaro, il gruista di Arcelor Mittal morto il 10 luglio scorso dopo che la gru sulla quale stava lavorando al porto di Taranto si è spezzata per la tempesta che ha investito la città precipitando in mare. La procura avrebbe iscritto anche il capo del turno precedente a quello in cui lavorava Massaro. Tra gli indagati figura anche il manager di Arcelor Mittal che gestisce lo stabilimento di Taranto, Stefan Michel Van Campe, e altri dirigenti e responsabili di reparto dello stabilimento. Le ipotesi d’accusa sono di concorso in omicidio colposo e di omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

L'APPELLO DI MITTAL - «Anche se ci sono e ci saranno sempre diversità d’opinione, se tutti i principali stakeholder sono d’accordo che questo impianto abbia un futuro, dobbiamo lavorare insieme per raggiungere questo obiettivo». Così una nota di ArcelorMittal. Nell’ultima settimana «lo spirito collaborativo e il senso comune di intenti sono stati assenti. Siamo sempre stati e continueremo a essere aperti al dialogo. E’ fondamentale che tutte le parti si concentrino sulla ricerca di soluzioni per far fronte alle sfide che ci troviamo ad affrontare. Non è qualcosa che possiamo fare da soli». Nel corso della riunione ancora in corso oggi al Mise - prosegue la nota dell’azienda - ArcelorMittal «ha espresso la necessità di un impegno da parte di tutti gli stakeholder per mantenere operativo l’impianto». L’incidente della scorsa settimana a Taranto, con la morte di un giovane gruista, «è una tragedia, dato che abbiamo lavorato duramente per migliorare gli standard di sicurezza, continuando con il nostro programma di investimenti ambientali, che sta procedendo bene e secondo i piani», conclude la nota di ArcelorMittal.

«In tutta questa vicenda, si ha l'impressione che si stia lavorando contro la nostra azienda». Così, secondo fonti presenti al tavolo del Mise, l’ad di ArcelorMittal Italia, Matthieu Jehl, durante l’incontro con il vicepremier Di Maio. «Una situazione complessa come quella dell’ex Ilva si risolve che il paese che aiuta», ha aggiunto Jehl.

Tra gli indagati figura anche il datore di lavoro e gestore del siderurgico di Taranto di Arcelor Mittal, Stefan Michel Van Campe e altri dirigenti e responsabili di reparto dello stabilimento.
La procura di Taranto, che indaga sulla morte di Massaro, potrebbe aprire una ulteriore inchiesta sull'incidente che si è verificato oggi nel reparto Laf dell’ex Ilva, dove, secondo quanto denunciato dall’Usb, una pinza e un bozzello sono precipitati al suolo senza provocare feriti. La procura è in attesa della relazione sull'accaduto dei tecnici dello Spesal.

L’incontro su ArcelorMittal, ancora in corso al Mise, «è insoddisfacente e purtroppo ancora interlocutorio. Siamo ancora con degli impegni che saranno presi per delle soluzioni che forse arriveranno. Il tempo massimo per la sicurezza, l’ambiente, il rilancio e la riqualificazione industriale dello stabilimento di Taranto è scaduto ormai da anni. Bisogna, quindi, lavorare con tutt'altro passo è tutt'altra celerità». Così il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, lasciando il ministero.
Dopo l’incidente mortale della scorsa settimana «bisogna che l'azienda ascolti con maggiore attenzione tutte le segnalazioni dei rappresentanti dei lavoratori», ha continuato Bentivoglio aggiungendo che sulla sicurezza «abbiamo chiesto anche al governo, alla gestione commissariale e all’azienda di inserire un elemento di discontinuità rispetto alle sottovalutazioni che sono state fatte sin qui».
Sulla cassa integrazione, «l'azienda mantiene la stessa posizione, ma ha fatto una piccolissima apertura sulla possibilità di utilizzare i lavoratori in Cig per la manutenzione e di fare un monitoraggio costante», ha spiegato. Nelle prossime ore si avrà anche una data del nuovo incontro.

FIOM: VERBALE STESO DOPO ASPRO CONFRONTO - Al tavolo del Mise su ArcerlorMittal cominciato nel primo pomeriggio di ieri e durato più di nove ore "a seguito di un lungo e aspro confronto è stato firmato un verbale di accordo, nonostante le resistenze dell’azienda ad assumere provvedimenti urgenti e straordinari». Così, in una nota diffusa al termine dell’incontro, il segretario nazionale della Fiom Cgil, Gianni Venturi, aggiungendo che si tratta di "un primo passo finalizzato a dare risposte in tema di sicurezza degli impianti e di prevenzione degli incidenti».

«Nel verbale si prevede la presentazione di Piani di investimenti straordinari legati alle manutenzioni ed attivazione di incontri ad hoc in tutte le aree dello stabilimento di Taranto, da estendere alle società controllate ed agli altri stabilimenti del gruppo, con i delegati di riferimento legati alle manutenzioni ordinarie e straordinarie», spiega Venturi. Il primo incontro è calendarizzato per mercoledì 17 luglio presso il sito di Taranto, a partire dall’area portuale. Un altro punto del verbale riguarda poi «l'istituzione di incontri, area per area, volti a verificare l’utilizzo dei lavoratori posti in Cigo, a seguito di una procedura esperita senza accordo, per le attività di manutenzione ordinarie e straordinarie». Il primo incontro, su questo punto, è calendarizzato per giovedì 18 luglio presso il sito di Taranto.

«Registriamo la disponibilità del Mise a verificare l'evoluzione e l’attuazione del verbale di accordo. L’azienda, il cui atteggiamento ci è sembrato al di sotto delle disponibilità e responsabilità che il momento richiede, deve sapere che la Fiom vigilerà al rispetto di tutti gli impegni», conclude Venturi.

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