Martedì 15 Ottobre 2019 | 23:55

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TARANTO - Prima scarcerazione nell’inchiesta sugli assalti contro Antonio Cosimo Stano, il pensionato di 66 anni affetto da disagio mentale, per anni vittima di aggressioni da parte di diverse bande di ragazzini a Manduria e morto alcuni giorni dopo il ricovero.

Il tribunale del Riesame, giudici Filippo Di Todaro, Sara Gabellone e Francesca Maria Guido, ha accolto il ricorso degli avvocati Armando Pasanisi e Massimiliano Mero e concesso gli arresti domiciliari a uno dei tre maggiorenni, un ragazzo di 19 anni, coinvolti nell’inchiesta della magistratura. Il ragazzo fu arrestato lo scorso 26 giugno insieme ad altri 10, tutti minorenni. Domiciliari anche per gli altri due maggiorenni, uno di 19 e l’altro di 23 anni, per la seconda ordinanza di custodia cautelare di giugno. Il Riesame tuttavia non ha sortito effetto: i due restano in carcere per l’altra ordinanza di custodia cautelare nei loro confronti che era stata emessa in precedenza. I tre sono indagati per morte seguita da tortura, reato per il quale è prevista una pena fino anche a 30 anni di reclusione. E vent’anni di reclusione, per via dello sconto di un terzo della pena concesso nel processo per i minori, rischiano i tredici minorenni per i quali il procuratore della Repubblica del tribunale per i Minori Antonella Montanaro ha già chiuso le indagini e chiesto processo con rito immediato. La prima udienza è fissata per il 20 settembre prossimo.

L’accusa più grave è scattata con la perizia del medico legale Liliana Innamorato che ha individuato un nesso di concausa tra il quadro clinico e le ripetute vessazioni a cui il povero Stano è stato sottoposto. Sono nove i capi d’accusa messi in rubrica dalla procura minorile per i ragazzini accusati, oltre che di tortura, di danneggiamento, violazione di domicilio, furto e lesioni. Nell’elenco ci sono decine di aggressioni messe a segno negli ultimi mesi contro l’anziano, tutte riprese con gli smartphone. Le indagini si sono concentrate sull’ascolto di testimoni e sul riconoscimento dei protagonisti ripresi nei video degli assalti e poi fatti circolare in rete attraverso i gruppi Whatsapp «Comitiva degli orfanelli» e «Ultima di Carnali». Dalle chat e dai video estrapolati dai telefoni degli indagati è venuto fuori anche il pestaggio ai danni di un’altra vittima disabile, Fiorello Stano, preso a calci e pugni fino a perdere tre denti il 1 aprile scorso. Le indagini della procura della Repubblica intanto proseguono per chiarire se ci sono state omissioni tra le persone vicine a Stano e se qualcuno, ad esempio qualche parente, ha cercato di sviare le indagini in corso sui minorenni. La procura minorile ha individuato una terza vitima: Cosimo, per tutti “Mimino”, anch’egli disabile. Agli atti del processo immediato c’è un episodio in cui viene insultato e provocato per strada, sempre sotto l’attenta regia di chi riprende tutto col cellulare. In un video l’uomo è ripreso mentre viene aggredito col lancio di una lattina e di un bidone dell’immondizia. 

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