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Manduria, anziano pestato a morte: Riesame conferma carcere per maggiorenni e 6 minori

Tre di loro, tra i 15 e i 17 anni, dovranno presentarsi mercoledì in Procura

Manduria, anziano picchiato a morte: 8 persone fermate, 6 sono minori

TARANTO - Così come per i due maggiorenni coinvolti nell’inchiesta sulla morte di Antonio Stano, il 66enne pensionato di Manduria (Taranto) che aveva subito una serie di aggressioni e violenze da più gruppi di giovani, anche per i 6 minori attualmente detenuti nel carcere minorile di Bari il Tribunale del Riesame di Taranto ha respinto i ricorsi dei legali difensori confermando dunque la misura cautelare.

La camera di consiglio per i minorenni (il collegio è stato presieduto dal giudice Ciro Fiore) è durata meno di un’ora. Oggi è stato depositato anche il dispositivo della decisione per il ricorso dei due maggiorenni - il 22enne Antonio Spadavecchia e il 19enne Gregorio Lamusta - che era stato invece discusso martedì scorso. Le motivazioni si conosceranno nei prossimi giorni. Le accuse sono di tortura con l’aggravante della crudeltà, violazione di domicilio, sequestro di persona e danneggiamento. A parte gli otto giovani attualmente in carcere, sono indagati altri dieci minorenni. Tre di questi hanno ricevuto inviti a comparire per essere interrogati dopodomani dal procuratore minorile Pina Montanaro. Il collegio di giudici del riesame che ha deciso per i maggiorenni era composto dal presidente Filippo Di Todaro e dai giudici Sara Gabellone e Francesca Maria Guido.

INDAGATI ALTRI 4 MINORI - Ci sono altri quattro minori indagati per le aggressioni contro Antonio Stano, il pensionato di 66 anni con disagi psichici preso a calci, pugni e bastonate da gruppi di ragazzini a Manduria e morto il mese scorso in ospedale dopo 18 giorni di ricovero e due interventi chirurgici. Tre di loro, di età comprese tra i 15 e 17 anni, sono stati invitati a presentarsi alla Procura dei minori mercoledì prossimo per essere interrogati dal procuratore Antonella Montanaro assistiti dai propri legali. I quattro ragazzi sarebbero stati identificati nei video ripresi col telefonino durante alcune delle aggressioni in casa e per strada ai danni di Stano grazie anche alle testimonianze di altri minori coinvolti. L’accusa, per il momento, è di concorso in tortura con l’aggravante della crudeltà. Sette, finora, gli episodi ricostruiti compiutamente dagli investigatori, tutti ripresi con la videocamera di uno smartphone e fatti circolare sul web e nelle chat di WhtasApp, in particolare quella della «comitiva degli orfanelli» di cui facevano parte alcuni degli indagati. Dalle indagini è emerso che da anni gruppi diversi di ragazzini del paese avevano come passatempo quello di andare a infastidire il «pazzo del paese», prendendo a calci la sua porta di casa, insultandolo, sputandogli addosso e in alcuni casi aggredendolo fisicamente.

A marzo scorso le aggressioni si sarebbero fatte più frequenti e più violente al punto che, terrorizzato, il povero Stano si è chiuso in casa e ha smesso perfino di nutrirsi. È stato trovato dagli agenti in condizioni gravi. È morto dopo più di due settimane di ricovero e due interventi chirurgici. In almeno quattro occasioni, secondo l’accusa, gruppi di ragazzi hanno sfondato la porta di casa e aggredito a calci, pugni e bastonate il povero Stano. In una di queste spedizioni, gli hanno prima svuotato addosso due bottiglie di acqua e poi le hanno lanciate in casa mandandole in frantumi. Fra le aggressioni contestate finora, ce n’è anche una a cui avrebbero partecipato i quattro nuovi indagati. Secondo la ricostruzione della procura minorile, cinque minori avrebbero accerchiato Stano per strada, impedendogli di allontanarsi e uno di loro lo avrebbe preso a calci e pugni e strattonato trascinandolo sull’asfalto mentre un altro riprendeva la scena col cellulare. Domani, intanto, i giudici del tribunale del riesame potrebbero depositare la decisione sui ricorsi presentati dai legali dei due maggiorenni arrestati nei giorni scorsi per le aggressioni a Stano. E sempre domani è prevista udienza di riesame per i sei minori sottoposti a misura cautelare nell’istituto penale minorile.

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