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TARANTO - Cosa credevano gli antichi Greci accadesse dopo la morte? Alla domanda storica contribuiranno a rispondere anche dieci reperti esportati dal Museo archeologico nazionale di Taranto al «Getty Villa» di Pacific Palisades.

Nell’antica sede del famoso «Paul Getty Museum», sulla costa californiana, si terrà la mostra internazionale Underworld: Imagining the Afterlife, tradotta letteralmente in Inferi: immaginare l’aldilà. L’esposizione archeologica, che sarà inaugurata il prossimo 31 ottobre e sarà visitabile sino al 18 marzo 2019, centrata su un monumentale vaso funerario in prestito dal Museo archeologico di Napoli e restaurato alla Villa Getty, illustra le rappresentazioni dell’oltretomba nell’arte greca e del Sud Italia. Prezioso è il contributo che viene offerto dal MArTA, che ha prestato dieci opere che fanno parte della sua esibizione stabile. «I reperti sono già partiti dal nostro museo - dichiara alla Gazzetta la direttrice Eva Degl’Innocenti - con il funzionario archeologo Lorenzo Mancini che ha fatto da corriere, rassicurandosi della sistemazione degli stessi nel prestigioso contesto espositivo statunitense».

Cinque appliques fittili con tracce di doratura di fine Quarto secolo avanti Cristo rinvenute da una tomba scavata nel 1954 in via Icco a Taranto; una figurina fittile di recumbente dell’ultimo quarto del VI secolo a.C.; una figurina fittile con due recumbenti di metà IV secolo a.C.; una figurina fittile di recumbente su centauro di metà IV secolo a.C.; una figurina fittile di recumbente su animale di metà IV secolo a.C; un Kalpis protoitaliòta a figure rosse di fine V secolo a.C. rinvenuta nel Santuario della sorgente di Saturo. Questa, allocata nell’ipotetico luogo delle origini di Taranto, in zona Leporano, raffigurante una scena d’Oltretomba di «Orfeo ed Euridice», è un estratto della immensa produzione mitologica magnogreca. Il museo MArTA ne esprime il valore in un contesto espositivo che coinvolge più attori istituzionali, come l’Italiano di Cultura di Los Angeles e «che per quanto riguarda il nostro museo - dichiara Degl’Innocenti - va oltre il semplice prestito, in quanto da questa sinergia espositiva con il museo americano sarà generato un protocollo d’intesa di co-curatela scientifica, che valorizzerà il MArTA con il contestuale territorio tarantino. L’operazione, che abbisogna di un coinvolgimento degli attori istituzionali locali - evidenzia Degl’Innocenti - ha un valore scientifico e culturale, che porta in dote un incoming turistico-economico».

All'evento Underworld: Imagining the Afterlife saranno presenti con alcuni dei loro reperti più realtà museali del globo, come British di Londra e Metropolitan di New York, che si aggiungeranno ad altri pezzi stabilmente mostrati dal Getty Villa, comprese le sue diverse opere di produzione tarantina, che fanno parte della fruizione stabile.
L’export culturale che vede protagonista il MArTA insieme ad altre realtà museali del Sud Italia come lo Jatta di Ruvo di Puglia (con suoi tre reperti) e l’Archeologico di Napoli (due le sue «testimonianze»), ricalca l’ambizioso obiettivo lanciato da Degl’Innocenti dal suo insediamento come direttrice avvenuto l’1 dicembre del 2015: «Il museo archeologico nazionale nel mondo come il suo territorio tarantino nel mondo». Un intento che per la sua realizzazione è fondamentale l’interazione tra il MArTA e le istituzioni di Taranto. Una sinergia che garantisca una politica culturale lungimirante.

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