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Taranto deve perdere anche l’indotto militare di alcuni corsi allievi della Marina in ferma volontaria prefissata (VFP1) che verranno trasferiti, a settembre, alla Scuola Sottufficiali de La Maddalena, in Sardegna, un indotto che secondo alcuni operatori locali vale circa un milione di euro l’anno? Se lo è chiesto prima il territorio, con la nota dei consiglieri comunali di maggioranza Piero Bitetti, Giovannino Cataldino e Vittorio Mele. Poi il consiglio regionale pugliese, che ha approvato all’unanimità la mozione di Cosimo Borraccino (Si-Leu) che impegna la giunta ad attivarsi presso il Ministero della Difesa e la Presidenza del consiglio per impedire lo spostamento dei corsi. Ma a riguardo ci sono anche due interpellanze parlamentari presentate da Forza Italia al Senato e alla Camera da Anna Carmela Minuto di Molfetta e Vincenza Labriola di Taranto. Mentre Alessandra Ermellino (M5S) della Commissione Difesa della Camera contesta i numeri ed aspetta i dati ufficiali richiesti con una interrogazione al Ministro della Difesa Trenta: “Lasciamo che sia il governo – dice – a rispondere sull’effettivo spostamento di alcuni corsi della Marina”.

La deputata ionica sostiene infatti di aver ricevuto rassicurazioni sia dall’Ammiraglio Salvatore Vitiello, a capo del Comando Marittimo Sud, che dal responsabile della Scuola Sottufficiali di Taranto, Contrammiraglio Lorenzo Rastrelli, sul fatto che l’operazione “non costituisce una perdita per la città: lo spostamento – assicura – è dettato da motivazioni di natura logistica, dato l’aumento dei volontari e l’avvio di corsi altamente specializzati per le missioni in Qatar” a Taranto.
In realtà tutto nasce dal sindacato dei militari, il CoCeR, con il delegato Antonello Ciavarelli, di Taranto, che ha raccolto e rilanciato le preoccupazioni dei volontari e dei militari in servizio permanente e delle loro famiglie sull’aumento dei costi della vita e degli spostamenti aerei in una zona ad alta vocazione turistica come La Maddalena, che è un’isola nell’isola. Da un articolo de “La Nuova Sardegna” del 18 giugno scorso, si apprende “dell’esistenza di un accordo – scrivono Labriola e Minuto – secondo cui verrebbero trasferiti circa 700 allievi da Taranto a La Maddalena”, con due corsi in 4 raggruppamenti (e 4 cerimonie di giuramento) da nocchiere di porto e macchinista di Marina Militare e Capitaneria di porto persi ogni anno. Una manovra decisa “al fine di avere una importante ricaduta sul territorio sardo” e discesa “dai buoni rapporti instaurati a suo tempo con il ministro della Difesa (l’ex ministro Pinotti ndr) e la Marina”, commenta incautamente il sindaco de La Maddalena Luca Montella, scatenando le reazioni di Taranto.

Le interpellanze di Fi ricordano inoltre che “circa 4 anni fa i corsi VFP1 vennero spostati da Maricentro Taranto a Mariscuola, al fine di razionalizzare le spese ed oggi si parla di spostare anche i 700 allievi annui a La Maddalena, dove lo stesso CoCeR Marina pochi anni fa ha rilevato l’esistenza di inidonee condizioni infrastrutturali e logistiche”. Ragione per cui si chiede semmai di spostare i corsi nell’ex Maricentro, nel caso le scuole sottufficiali di Taranto non fossero idonee ad ospitare i militari stranieri”. Insomma, se si deve investire per adeguare le strutture de La Maddalena,“tali risorse potrebbero essere investite a Taranto”.

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Commenti all'articolo

  • Xettocs

    24 Luglio 2018 - 10:10

    A La Maddalena hanno fatto di tutto per mandare via gli americani con le loro basi e i marinai italiani di Mariscuola credendo di vivere solo di turismo "esterno". Ora piangono perché è un isola abbandonata a se stessa e alla sua bellezza. Anche Taranto stava per fare lo stesso errore, odiando per anni i marinai, ma fortunatamente si è reso conto in tempo , e prima de La Maddalena, che infondo erano da considerarsi come una fonte "di ricchezza" anche perché non può paragonarsi a La Maddalena come bellezza paesaggistica (anche se ultimamente i tarantini stanno investendo molto nella loro città per mettere in mostra le loro bellezze nascoste per incuranza dei tarantini stessi per decenni).

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