Cartomanzia a basso costo al telefono: il fenomeno prende sempre più piede con annunci su internet. Pochi centesimi per «leggere il futuro» attraverso le carte e chiedere un consulto. A Taranto c'è un call center che cerca lavoratori esperti in cartomanzia dichiarando di sottoporre il contratto nazionale di riferimento, ma con un compenso addirittura più alto. La promessa è quella di un salario tra i 1000 e i 2000 euro mensili. E’ stata la Cgil a scoprire l’annuncio e a inviare una segnalazione all’Ispettorato del lavoro affinchè approfondisca la vicenda e «valuti - spiega Andrea Lumino, segretario provinciale della Slc, la categoria delle telecomunicazioni - se qualcuno sta giocando con la vita dei lavoratori oltre che con quella di chi sceglierà di scoprire il proprio destino attraverso questo servizio».
I numeri telefonici a pagamento vengono indicati sul web per avere un contatto con cartomanti e sensitivi che promettono di dissipare ogni dubbio su storie d’amore, tradimenti, separazioni, ritorni, problematiche di coppia e lavorative, fortuna e salute. «L'esperienza ci porta a credere - sottolinea Lumino - che le promesse saranno puntualmente disattese, ma ciò che in questo momento preoccupa maggiormente è che vengano comunque diffuse senza scrupolo alcuno. Chi le formula evidentemente ritiene di non rischiare nulla. A perderci, verosimilmente, potrebbero essere esclusivamente i lavoratori e i clienti». Ed è per evitare tutto questo che «vogliamo chiarire - aggiunge il sindacalista - che come Slc Cgil lottiamo da anni affinché in questa terra non si continui a giocare sulla disperazione delle persone e la crisi per fare facili profitti magari sfruttando, come sembra annunciare questo caso, la buonafede della gente semplice o lo stato di bisogno di aspiranti cartomanti pur di fatturare».
Il sindacato negli ultimi anni ha scovato a Taranto e in provincia diversi call center cosiddetti «da sottoscala» che operano al di fuori delle norme lavorando «anche con grandi committenti - attacca Lumino - ma che schiavizzano gli operatori». Destò scalpore nel dicembre scorso il caso delle lavoratrici pagate 33 centesimi l’ora con tagli alla retribuzione in caso di assenza anche di soli tre minuti dalla postazione per andare alla toilette. L’organizzazione sindacale ora chiede un incontro al sindaco di Taranto Rinaldo Melucci "per redigere insieme un protocollo sulla legalità che riguardi il settore dei call center a Taranto. Questa città - chiosa Lumino - non è e non deve essere immaginata come il luogo in cui si può giocare sulla pelle delle persone. La Slc Cgil di Taranto è pronta a fare la sua e vogliamo credere che anche il Comune voglia fare altrettanto».
Giacomo Rizzo (Ansa)
















