Mercoledì 18 Marzo 2026 | 07:58

Da Acquaviva delle Fonti a Seattle grazie alle mega tute spaziali

Da Acquaviva delle Fonti a Seattle grazie alle mega tute spaziali

Da Acquaviva delle Fonti a Seattle grazie alle mega tute spaziali

 
Barbara Minafra

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Barbara Minafra

Da Acquaviva delle Fonti a Seattle grazie alle mega tute spaziali

La startup Rea Space tra le eccellenze pugliesi

Mercoledì 18 Marzo 2026, 06:04

Seattle, Washington, Colorado Springs. L’aerospazio italiano punta sugli Stati Uniti: nel 2025 le importazioni Usa di velivoli e componentistica made in Ialy sono cresciute del +7,9 raggiungendo 1,71 miliardi di dollari.

La filiera che mette a sistema competenze tecnologiche, imprenditoria emergente e 5 distretti regionali, fra cui la Puglia, scommette su due hub strategici: Virginia e Texas. Nel 2025 hanno assorbito, da soli, il 53,7% dell’import aerospaziale nordamericano dall’Italia. Strategica quindi, la partecipazione italiana a tre grandi rassegne settoriali a partire dalla Aerospace&Defense Supplier Summit di Seattle (oggi e domani), tra gli appuntamenti b2b più specialistici per la supply chain. Organizzato da Boeing, sarà molto più di una vetrina per le 21 aziende della missione coordinata dall’Agenzia Ice di Houston con la Federazione delle aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza.

Tra le eccellenze la Rea Space di Acquaviva, startup che dal 2022 sviluppa wearable ad alte prestazioni derivati dalla tecnologia delle tute spaziali per misurare il carico neuromuscolare e prevenire infortuni. Fondata per affrontare le patologie legate alla microgravità, vanta test di volo suborbitali, simulazioni lunari e collaborazioni con l’Agenzia spaziale italiana. Fa parte di quell’ecosistema di tecnologie innovative che in Puglia raccoglie, nell’aerospazio, un fatturato di oltre 1,5 miliardi di euro, oltre 7.500 addetti in più di 120 imprese, è sostenuto da un distretto tecnologico che aggrega oltre 100 organizzazioni pubbliche e private e ha un export che già nel 2023 sfiorava il +16%. Ma è tutto l’aerospazio, dai supplier alle lavorazioni ad alta precisione fino alle tecnologie più innovative, che gode di buona salute.

Se a trainare è la componentistica per aeromobili o elicotteri, 1,038 miliardi di dollari (oltre il 60% del totale) e che cresce del +23% sul 2024, l’Italia è tra i leader mondiali nel comparto aerospaziale e difesa, posizionandosi tra i primi 10 a livello globale e al 4° posto in Europa. Con un fatturato annuo superiore a 16 miliardi di euro e un export che supera il 70% della produzione, il settore è una delle industrie manifatturiere più strategiche e innovative. Impiega oltre 50mila professionisti altamente qualificati e la struttura industriale combina 5 prime contractor attivi su scala globale con oltre 300 piccole e medie imprese, che rappresentano l’85% delle aziende del settore.

Questo ecosistema consente all’Italia di competere nell’aviazione civile, nei sistemi di difesa e nelle tecnologie spaziali. Circa due terzi dell’attività si concentra nella produzione di aeromobili, elicotteri, veicoli spaziali e sistemi correlati: il 47% è dedicato alla produzione aerospaziale e il 20% ai servizi di manutenzione. Il resto riguarda apparecchiature ad alto valore e sistemi avanzati, tra cui avionica, radar, tecnologie propulsive e sistemi di controllo del volo.

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