La cattiva notizia è che Pirlo si è fatto male di nuovo.
La buona è che la strada verso la finale di coppa Italia non è impossibile per i rossoneri. In semifinale ci sarà una fra Palermo o Parma, ma prima Cassano è atteso da un altro incrocio con il passato, visto che mercoledì prossimo il Milan ai quarti affronterà la Sampdoria, lasciata un mese fa dopo il litigio con il presidente Garrone.
Intanto è andato liscio quello con il Bari, la squadra che lo ha lanciato. L’autonomia è limitata e l’attaccante mette nelle gambe quasi settanta preziosi minuti. Ma soprattutto sfrutta l’occasione per avanzare prepotentemente la candidatura a spalla ideale di Ibrahimovic. In teoria tocca a Robinho fare il trequartista, ma Allegri dà ai suoi libertà di fare male. L'ideale per Cassano, che svaria seminando colpi di classe: non trova il suo 100/o gol con squadre italiane, ma sponda dopo sponda, finezza dopo finezza, mostra di avere un’intesa notevole con Ibrahimovic, migliore di quella vista ultimamente fra lo svedese e Pato.
Non solo Cassano, più o meno tutti i rossoneri hanno voglia di fare bella figura in casa, dove nelle ultime tre partite fra campionato e Champions hanno raccolto un solo punto. Si fanno notare per impegno Yepes, Oddo e Antonini, che poco utilizzati nella prima parte di stagione.
Ma è Ibrahimovic – sempre a segno nelle ultime tre partite di coppa Italia giocate con l’Inter – a dettare alla squadra ritmi da partita vera. Dopo 9' testa l’istinto di Padelli, piuttosto impegnato in tutta la serata. Dopo 19' capitola la prima volta: sciagurata palla persa di Romero, Robinho lancia in contropiede Ibrahimovic che ipnotizza Glik e piazza la palla nell’angolo alto lontano. Ventura si dispera: il suo Bari non è attento in difesa e in attacco è confuso. Kutuzov e Castillo fanno sentire la mancanza degli spunti di Rudolf (influenzato) e Okaka (acciaccato), e creano davvero poco pensieri a Flavio Roma, che non poteva chiedere ritorno in campo più rilassante dopo due anni fra panchina e tribuna.
Al 46', però, Ventura se la prende con Ciampi, che nella stessa azione non vede nè un fallo in attacco di Ibrahimovic nè il fuorigioco di Robinho, che serve libero in area Merkel: il centrocampista tedesco nato in Kazakistan 19 anni fa non ci pensa e segna il suo primo gol, mentre i giocatori del Bari assediano l’arbitro che ammonisce Raggi.
Nella ripresa, più che a rimontare, il Bari pensa a risparmiare energie in vista della ancor più delicata partita di domenica contro il Napoli. Non alzano invece il piede dall’acceleratore i rossoneri: con tre passaggi arrivano senza problemi in area, dove Ibrahimovic e Cassano danno l’impressione di poter fare ciò che vogliono. Inevitabile, il 3-0 arriva ad opera di Robinho che, ben servito da un ottimo Merkel, elude Glik e Parisi per infilare Padelli.
Nel finale c'è spazio per Pato (al posto di Merkel) e Pirlo (al posto di Cassano). Il primo non si nota quasi, il regista invece dopo pochi minuti sente pizzicare la coscia destra, la stessa che lo ha tenuto fermo nell’ultimo mese, e torna negli spogliatoi. A posteriori Allegri poteva evitargli il rientro in una serata tanto fredda.
















