Sabato 07 Marzo 2026 | 09:41

Tre diari di donne per unire le storie della Liberazione

Tre diari di donne per unire le storie della Liberazione

Tre diari di donne per unire le storie della Liberazione

 
Alessandro Salvatore

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Alessandro Salvatore

Tre diari di donne per unire le storie della Liberazione

Una nuova lettura del 25 aprile viene offerta da Rai Doc: inedita combinazione di immagini d’archivio, estratti di diario, protagonisti animati ed esperti contemporanei

Venerdì 25 Aprile 2025, 11:04

Una nuova lettura del 25 aprile viene offerta da Rai Doc. Il canale tematico pubblico presenta stasera alle 23.10 su Rai 3 «Diari della liberazione». Si tratta di una inedita combinazione di immagini d’archivio, estratti di diario, protagonisti animati ed esperti contemporanei, per unire e condensare la storia personale e collettiva in uno spazio intimo. Nello spazio documentaristico passato e presente esistono su un piano che rende emotivamente tangibili i drammatici giorni della liberazione.

Tre donne, tre diari, tre prospettive molto diverse che si collegano tra loro nonostante le distanze geografiche che le separano. Magda è un’orgogliosa partigiana a Milano, Madeleine è una studentessa appena arrivata a Parigi e Käte a Berlino attende la fine della guerra con la consapevolezza di essere dalla parte dei vinti. Le loro storie quotidiane sono ricche di sentimenti, pensieri, speranze e difficoltà e permettono allo spettatore di vivere gli eventi storici attraverso gli occhi di testimoni contemporanei, dalla fine della Seconda guerra mondiale alla liberazione dal nazifascismo in Italia, Francia e Germania. Il filo delle vicende personali e storiche è ripreso dai contributi degli storici Miriam Gebhardt, Gabriella Gribaudi e Fabrice Virgili, che collocano in un contesto cronologico non solo gli eventi, ma anche il complesso ruolo delle donne durante la guerra e il significato del diario all’epoca.

Magda, Madeleine e Käte scrivono per sopravvivere, e i «Diari della liberazione» sono per loro un atto necessario per non perdere la loro umanità di fronte agli orrori della guerra.

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