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«Sayonara» maschi Lode ad Ada Pace la regina delle corse

«Sayonara» maschi Lode ad Ada Pace la regina delle corse

«Sayonara» maschi Lode ad Ada Pace la regina delle corse

 
Alessandro Salvatore

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Alessandro Salvatore

«Sayonara» maschi Lode ad Ada Pace la regina delle corse

Con Ada Pace, a metà ‘900, le corse sono diventate un «affare femminile». A dare voce a uno tra i più forti piloti italiani nel periodo fra il 1950 e il 1960 è Arianna Ninchi

Mercoledì 10 Luglio 2024, 13:36

Con Ada Pace, a metà ‘900, le corse sono diventate un «affare femminile». A dare voce a uno tra i più forti piloti italiani nel periodo compreso fra il 1950 e il 1960, stasera alle 21.10 su Rai Storia è Arianna Ninchi. È lei l’alter ego artistico della leggenda dei motori nata a Torino esattamente un secolo fa e scomparsa a Rivoli nel 2016. Una storia da brividi, quella che sarà raccontata oggi nel «faccia a faccia» di Angela Rafanelli e con «Il segno delle donne», in onda sul canale storico della Rai.

Nata a Torino il 16 febbraio 1924 e cresciuta nell’officina del padre, Ada Pace esordisce correndo con una Vespa alla fine degli anni Quaranta, cimentandosi con ottimi risultati in varie competizioni, compresa la «Sei Giorni» e la «Mille Chilometri». La sua carriera di pilota sembra destinata a restare sulle «due ruote» finché, il 21 aprile 1951, si presenta alla partenza della «Torino-Sanremo» e vince quella gara contro ogni pronostico, gettando nel panico i giudici e gli organizzatori. È il semaforo verde per una carriera entusiasmante anche sulle auto. Tra il 1957 e il 1962, Pace conquista 11 titoli italiani, partecipando a numerose gare come la «Mille Miglia» e la «Targa Florio», filando con più prestigiose case come l’Alfa Romeo, la Maserati e la Ferrari.

Conosciuta come «Sayonara», come il saluto giapponese scritto sul retro della sua targa e che dedicava ironicamente ai piloti che sorpassava, Ada abbatte i pregiudizi sulle donne coi motori. E dimostra, traguardo dopo traguardo, di essere una delle pilote più veloci della storia dell’automobilismo, fino al ritiro, avvenuto nel 1965, dopo uno schianto contro un autocarro da cui esce, miracolosamente, illesa.

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