Lunedì 15 Agosto 2022 | 00:21

In Puglia e Basilicata

PENSIERO PERSONALE

Erica Mou: «Anche le chitarre hanno un’anima»

Erica Mou: «Anche le chitarre hanno un’anima»

La chitarra di New York (foto Umberto Lopez)

La cantautrice: «Dodici anni fa l’avevo vista appesa al muro di un piccolissimo negozio di New York, era il mio strumento, lo sapevo già»

17 Luglio 2022

Erica Mou

Dodici anni fa l’avevo vista appesa al muro di un piccolissimo negozio di New York, una giungla di chitarre in cui si riusciva a stento a camminarci dentro. Avevo chiesto al commesso di farmela provare, lui era salito su uno scalino e l’aveva tirata giù per me che, seduta su uno sgabello, iniziavo a suonare il mio arpeggio preferito del momento, quello di una canzone che avevo scritto da poco: «vorrei dirti un sacco di cose adesso». Era la mia chitarra, le dita lo sapevano già. Se esistesse un reality show del tipo «chitarra da suonare cercasi» sulla scia di quello che danno in tv sugli abiti da sposa beh, tutto il negozio mi avrebbe applaudito e io avrei pianto gridando «è lei, è quella giusta!». Ho scelto quasi tutto così finora nella vita: case, macchine, scarpe, mobili, qualsiasi cosa.

Assecondando l’attrazione che la maggior parte delle volte è rivolta verso la prima cosa che decido di provare. Ma, per salvare il cerimoniale, quel giorno avevo visto anche altri strumenti e impiegato un paio d’ore di tentativi inutili prima di uscire dal negozio trionfante con la mia chitarra sulle spalle (lei, la prima, ovvio). Abbiamo fatto cose bellissime insieme, io e quella chitarra malconcia costruita nel 1971 che chissà quante avventure aveva già vissuto, prima di me. Siamo state in tutto il mondo, su palchi pazzeschi, abbiamo registrato dischi, abbiamo traslocato e scritto canzoni sui divani di ogni casa. Una volta, durante un laboratorio in carcere, una detenuta mi aveva chiesto di suonarla, dopo anni che non toccava uno strumento. Gelosa avevo detto di sì e lei aveva intonato una canzone rumena, tra le lacrime di tutte. Negli anni è diventata sempre più fragile così ne ho comprata un’altra, di nuova fabbricazione, che la sostituisse in tour. Questa settimana ho capito che la vita della mia vecchia chitarra è finita, dopo tanti interventi diversi stavolta pare non ci sia più nulla da fare. La chiudo nel fodero e la ringrazio. Gli strumenti ad arco hanno dentro un pezzo che si chiama anima, dunque forse la mia chitarra era un violino.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725