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Quella leggerezza di Lisetta Carmi

Quella leggerezza di Lisetta Carmi

Erica Mou con Lisetta Carmi

Nel breve tempo di un incontro, il fermo immagine di una delle più grandi fotografe del ‘900

10 Luglio 2022

Erica Mou

Il giorno in cui ho incontrato Lisetta Carmi ho comprato un vestito nuovo, un abito estivo di lino lilla con una fantasia a fiori appena accennata, lungo fino ai piedi, senza maniche.

Sapevo di dover bussare alla sua porta e ho pensato fosse un’occasione meritevole di un ricordo tangibile, di un oggetto che sarebbe diventato un appuntamento. Come un abito da sposa, come la bandana di un concerto, come il primo vestitino che ci infilano quando veniamo al mondo.

Ma soprattutto volevo indossare per lei una cosa leggerissima e infatti, una volta entrata nel negozio avevo detto alla commessa «mi dia per favore l’abito più leggero che avete», e così era stato.

Volevo in tutti i modi non avere corazze, tanto che da Lisetta ci sarei andata nuda se non avessi rischiato di essere arrestata per strada o se fossi stata più in sintonia con questo mio corpo.

È chiaro che di tutti questi ragionamenti a lei non sarebbe importato proprio nulla, lo sapevo benissimo, così come sapevo che il nostro sarebbe stato un incontro di occhi. Guardandoli avevo trovato uno specchio di acqua, due sorgenti di luce che cancellano il resto, capaci di scavare e di riflettere l’immagine dell’interlocutore.

Nel breve tempo del nostro incontro, dentro quegli occhi avevo visto la musica, il fermo immagine di una delle più grandi fotografe del ‘900, un’anima, una vita che pareva senza punto d’origine. Poi avevamo sfogliato alcuni suoi libri. E la sua voce piena di silenzio e sorriso aveva incorniciato con poche parole i lavori di calligrafia e poi le foto dei travestiti di Genova, del porto, dell’uomo che aveva amato, dei viaggi in India, di Babaji, di Ezra Pound, della Sicilia.

L’altra mattina, quando ho saputo che il suo cuore non batteva più, ho aperto l’armadio e ho indossato il lungo vestito fiorato, quello leggerissimo.

Poi sono uscita in giardino e ho aspettato che un soffio di vento lo facesse ondeggiare.
«Sono stata bianca, ogni giorno più bianca. Ogni giorno più leggera, ogni giorno più forte. Sono libera, sono nel vento. Siamo fatti di vento».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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