Martedì 28 Giugno 2022 | 05:49

In Puglia e Basilicata

Punti di vista

Tutti alla ricerca dei ricordi perduti

Anziani malati cronici: una rete per loro

L’orco nero si chiama Alzheimer e colpisce la fascia anziana della popolazione

05 Giugno 2022

Rossella Palmieri

Vagano alla ricerca dei ricordi (perduti), dimenticano come per effetto del fiore di loto, a voler usare un’immagine poetica. Molto più spesso sono malinconici e tristi, e farsi strada nelle brume del loro disturbo è difficile anche per i familiari che li amano. L’orco nero si chiama Alzheimer e colpisce la fascia anziana della popolazione, anche se non sempre questa equazione è esatta considerato che le aspettative di vita si sono allungate e le forme di socializzazione sono tali e tante sì da garantire una rete di protezione, cura e affetto anche negli ‘anta’ avanzati. Ma non per loro, i sofferenti di questa malattia che colpisce i ricordi e sbiadisce le immagini.

Per aiutare le persone affette dal morbo, l’associazione sanseverese “Umanità nuova. La casa dei sogni” ha creato un luogo emblematico: si chiama “Alzheimer caffè” e in questo piacevole spazio scandito dal rito tra i più coesivi che abbiamo, quello del caffè, le persone affette da Alzheimer e demenza potranno vivere momenti di svago e di incontro. Il contesto, che non sa di ospedalizzazione o di medicina, ma profuma di aroma e compagnia, è senz’altro l’occasione per aiutare le famiglie impegnate ad assistere i propri cari, ma dà anche la possibilità di riflettere su questa terza età fragile, colpita in quella parte del corpo che si vorrebbe sempre intatta, quella deputata al ricordo. Della vita, dei figli, dei nipoti. Delle cose belle e persino di quelle brutte, ché anche il dolore dà dignità al nostro esistere. Va dato senz’altro merito all’associazione di volontariato di aver scelto una modalità inedita per far fronte a questa patologia – cui si aggiunge anche la diffusione del progetto su base multimediale – e di occuparsi in modo così esaustivo da quasi 15 anni dei malati e dei loro familiari. Restituire loro una parvenza di normalità e di socializzazione va di pari passo anche con la messa in relazione di generazioni diverse, dal momento che è inevitabile lo scarto anagrafico tra chi cura e chi le cure le riceve. Si legge nel sito di questa generosa associazione nata nel mese di maturazione delle fragole che ci sono “cuori bisognosi d’amore che versano lacrime a causa della malattia, ma insieme possiamo ritrovare quella ‘fragrans’ ovvero il sapore ‘rosso’ della vita”.

Come le fragole che nel nome hanno la ‘fragrans’. È quello che auguriamo a queste anime particolarmente fragili i cui ricordi persi nel tempo non hanno il potere di avere la meglio sull’affettività di chi sa donare. Perché regalare attimi di tempo a chi il tempo lo ha dimenticato è già di per sé un albero che produce meraviglia.

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