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Le salite ardite del nostro Santo

Le salite ardite del nostro Santo

Ed è quindi proprio per celebrare ambedue i miracoli del nordico santuomo che noi di Potenza, ogni anno ci travestiamo da Turchi e andiamo dietro a sta benedetta nave pure essa turca

29 Maggio 2022

Gaetano Cappelli

Certo che i nostri avi dovevano essere, come dire? ben eccentrici. Si sarebbero mai potuti inventare sennò un pezzo di teatro eccelso come la «Parata dei Turchi». Sissì d’accordo, sfilate in costume con guerrieri vescovi santi e sbandieratori ce ne se sono dappertutto, ma trovatemi un altro posto al mondo in cui, proprio come in Fitzcarraldo, il film più visionario di Werner Herzog, una nave s’inerpica su per i tornanti impervi d’una montagna. D’altra parte è anche vero che la nave viene trascinata fin sotto la cattedrale per devozione al nostro amato santo patrono Gerardo il quale, chiamando a raccolta le schiere degli angeli, gli arcangeli e i cherubini, ridusse a più miti consigli i Turchi sbarcati con le loro galere sul Basento, salvando così i nostri progenitori da ben due sgradevoli circostanze. La prima, e sicuramente più terribile, quella della strage che i suddetti invasori avrebbero compiuto, non facendosi certo mancare qualche grazioso impalamento; la seconda, meno tragica ma alla lunga, diciamocelo, pure fastidiosa, liberandoli dalla massiccia imposizione del nome del precedente patrono Oronzo, destinato finallora ai primogeniti con tanto di relativa susseguente rima – «Oronzo sei uno stronzo!» – e, per fortuna, del tutto omesso quando, dopo la sua strabiliante performance, Gerardo Della Porta da Piacenza fu dichiarato, a furor di popolo, santo e patrono insieme, e ai potentini fu destinato il suo e più nobile nome.

Ed è quindi proprio per celebrare ambedue i miracoli del nordico santuomo che noi di Potenza, ogni anno ci travestiamo da Turchi e andiamo dietro a sta benedetta nave pure essa turca; i più volenterosi trascinandosela in salita, addirittura. E anche se, siamo ben consapevoli che tutto ciò non può che essere nato da una leggenda e che il Basento, su cui il feroce Saladino sarebbe giunto con i suoi veloci caicchi, non avrebbe trasportato una zattera neanche nel paleolitico, volete mettere la magia che ogni anno si ripete alla fine di maggio, quando nell’aria l’odore delle fragole ci annuncia l’arrivo dell’estate, ed è appena passato il Giro d’Italia e le scuole stanno chiudendo, e noi, tornati di colpo bambini, ci illudiamo d’essere pronti a partire per quelle estati senza fine d’una volta?

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