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Vita di Clara Nubile la «tigre» in libreria

Vita di Clara Nubile la «tigre» in libreria

Il solista è un viaggiatore, il suo linguaggio è il vero viaggio. Può sollevare la sua voce in picchiata sui cieli di Bombay come in quelli di una Brindisi da attraversare con la corriera del mare al solo scopo di essere acqua

29 Maggio 2022

Luisa Ruggio

L’inquietudine profonda di alcuni, è come il respiro calmo dei paesaggi che sembrano ancora poter sopravvivere alla presenza umana sul pianeta. Ed è quella strana quiete, in queste prove generali di un'altra estate, mentre tutto un eventismo si sbilancia e c'è chi si sbraccia per farne parte, a evidenziare chi è il solista persino quando non è in scena e invece, apparentemente, è il coro a procedere. Il solista è un viaggiatore, il suo linguaggio è il vero viaggio. Può sollevare la sua voce in picchiata sui cieli di Bombay come in quelli di una Brindisi da attraversare con la corriera del mare al solo scopo di essere acqua. Può scrivere un altro romanzo oppure tradurre un capolavoro e, in entrambi i casi, non avrà bisogno di darsi alcuna importanza. Perché è semplicemente qualcuno che sta nella propria natura senza mai distogliere lo sguardo dalla sua giungla. Proprio come una tigre di nome Richard Parker e che abita le indimenticabili pagine di "Vita di Pi". Quello fu il secondo dei libri straordinari tradotti in italiano dalla scrittrice Clara Nubile che, da meno di due mesi, è tornata sugli scaffali delle librerie con un romanzo, "Trascuranze", scritto a Udaipur ed edito a distanza di anni dalla casa editrice Besa Muci. E lei è tornata dai suoi viaggi e dalle sue vite precedenti in giro per l'India? Che cos'è la scrittura? Clara Nubile è una delle rare risposte della letteratura italiana contemporanea a questa domanda impossibile. Lo si può scoprire aprendo uno dei suoi romanzi o delle tante opere che ha tradotto e che continua a traghettare da questa parte, oppure basta leggere i post del suo profilo Instagram - che appare e scompare, proprio come ama fare lei, giocando a nascondino dietro storie fittonanti e città senza tempo, dove i turisti non arrivano mai perché sono sconfinamenti per i viaggiatori come Paul Bowles, Karen Blixen, Lawrence Osborne, Somerset Maugham, Antonio Tabucchi. E Clara Nubile. Se un social può essere un diario di viaggio e un romanzo diffuso e una traduzione del reale, deve essere possibile perché abbiamo ancora straordinari solisti in questo paese distratto dal circo dei libri addomesticati che non guardano più la giungla. Se un post scritto da un viaggiatore è una vertigine, figuratevi le Indie della sua vita interiore, il punto di non ritorno del suo scrivere. Abbiamo bisogno di tigri. In libreria, su Instagram e nella nostra sconfinata provincia, se ne aggira una. Non si chiama Richard Parker. E' Clara Nubile.

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