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In Puglia e Basilicata

LA RIFLESSIONE

Elogio dello studio per diventare grandi

Elogio dello studio per diventare grandi

L'aula scolastica dopo la scuola si rimpiange

Le medaglie degli studenti di Foggia alle Olimpiadi di Matematica e Italiano che ci fanno sentire orgogliosi dei cari banchi di scuola

15 Maggio 2022

Rosella Palmieri

«Croce e delizia al cor», direbbe Giuseppe Verdi; e questa settimana rendiamo protagoniste due materie indiscusse nella vita di ciascuno, l’italiano e la matematica. A scuola le abbiamo trattate o con perduto amore (delizia) o temendole (croce); e oggi, in tempo di social che la lingua ha impoverito, due belle notizie le riportano a fresca linfa (e ci riportano tra i banchi di scuola). Matteo De Vita, 16 anni, istituto «Toniolo» di Manfredonia, si è aggiudicato l’oro olimpico per la categoria junior delle Olimpiadi di italiano. Con tanto di allenamenti, come si conviene a un’Olimpiade, e supportato dall’infaticabile lavoro delle sue docenti, ci ha reso tutti orgogliosi con la sua vittoria a questa competizione inserita nel programma ministeriale della valorizzazione delle eccellenze che dà la possibilità ai partecipanti di approcciarsi a un testo, carpirne i significati e le relazioni logiche, padroneggiare la sintassi e, più in generale, arricchire e ampliare le proprie idee.

Le parole, si sa, diventano cose, atti, fatti. E chi parla bene, pensa altrettanto bene. Lorenzo Figurella, otto anni, scuola S.Pio X, sorriso disarmante e sguardo vivace, è arrivato primo in Italia al concorso Kangourou sans frontières, associazione internazionale che promuove la diffusione della matematica. Questo dolce enfant prodige che sa coniugare il talento alle passioni di un ragazzino della sua età ci insegna molte cose: studio disciplinato e amore per il calcio, dedizione alla materia e vivacità di spirito; meno internet e più praticità. E di questi tempi amare il reale piuttosto che il virtuale è una rarità. Oro alle Olimpiadi di matematica è anche Tiziana Eugenelo del liceo «Volta»; lo scorso anno si era aggiudicata il bronzo. È salita spostando l’asticella un po’ più in là.

Matteo, Lorenzo e Tiziana ci fanno sentire orgogliosi e ci ricordano quelle lezioni che proprio sui banchi di scuola abbiamo fatto nostre, ma che il tempo sfumando e sbiadendo le immagini di quello che siamo stati – innocenti, a tratti ingenui, eppur fiduciosi nelle innumerevoli possibilità della vita – ha reso meno tangibili. Quanto all’italiano, non possiamo che concordare con Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca, che nel suo «Elogio dell’italiano» la definisce lingua meravigliosa da valorizzare e proteggere dagli eccessivi anglismi; quanto alla matematica come non ricordare il celebre aforisma di Leonardo e rivolto proprio ai giovani: «studiate le matematiche, e non edificate senza fondamenti».

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