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In Puglia e Basilicata

Punti di vista

Grazie a Renata Fonte per Porto Selvaggio

Grazie a Renata Fonte per Porto Selvaggio

Devoti a un sacrificio laico, una parabola singolare femminile

17 Aprile 2022

Luisa Ruggio

Ultima propaggine di spiritualità prima della mannaia del tran tran quotidiano, che può essere una forma di preghiera a ben vedere, i minuscoli pellegrinaggi di questi giorni pieni di ritorni ai riti della Settimana Santa. Nella primavera delle riaperture e delle ripartenze, ora che la parola rinascita ha un senso pieno del tempo sospeso degli ultimi anni, tutto ha il sapore di ciò che è stato così a lungo desiderato. Un ritorno alla vita e ai suoi atti di fede. Non solo quelli espressi da quanti nei giorni scorsi si sono messi in cammino dietro agli incappucciati con la trozzula o nei cortei che hanno scortato le madonne addolorate portate a spalla dai penitenti delle varie confraternite religiose nei vicoli di Gallipoli come nel centro storico di Taranto, da Canosa e Francavilla Fontana e in ogni più sperduto borgo antico del sud. Sì, non solo questi sono i pellegrinaggi che contano. Ci sono da annotare soprattutto quelli di domani, lunedì di Pasquetta, e del martedì che i salentini riservano alla tradizione de “Lu Riu”. Magari sceglierete una spiaggia nascosta dai canneti verdi, oppure una vecchia casa di campagna, un pic-nic nelle pinete che abbracciano Porto Selvaggio. Potrei elencare moltissimi altri luoghi ideali che, nei decenni, si sono trasformati in paradisi perduti, strangolati dall’abuso edilizio e dagli eccessi dei lidi balneari. Preferisco soffermarmi su questo paradiso ritrovato, questo peculiare pellegrinaggio di domani, reso possibile da Renata Fonte. Oggi sulle tavole imbandite a festa, i bambini apriranno le uova di Pasqua e gli adulti si scambieranno le puddhiche e gli auguri che rigenerano il cuore dopo la stagione del buio. Ma la vera luce arriva da quel martirio che anni fa salvò un paesaggio di tutti al costo di una vita. Come recita il cartello dedicato a un’altra Passione: "Porto Selvaggio a Renata Fonte". Rincorrendo la straripante voglia di vivere immersi nelle passeggiate che da oggi pomeriggio in poi reclamano scenari mozzafiato, possiamo cogliere il privilegio, nondimeno, di essere anche pellegrini. Senza portare croci, statue o paramenti sacri. Devoti a un sacrificio laico, una parabola singolare femminile. Perché dovremmo attendere di ricordare solo in determinate ricorrenze, allo scadere degli anniversari, quando scoccano le date degli avvenimenti del passato, chi senza volerlo si è fatto eroe? Perché non oggi? Domani, dopodomani. Tutte le volte che ci mettiamo in cerca di una bellezza necessaria a colmarci lo sguardo di meraviglia. Domani, nella bellezza di Porto Selvaggio, pensate a Renata Fonte. Per un istante, pensate: Grazie.

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