Domenica 20 Gennaio 2019 | 15:58

Ciccio e Tore - Mamma e sorella in istituto

Il Tribunale per i minorenni di Bari ha ordinato il "ricovero" urgente in una comunità protetta della adolescente e della madre dei due fratellini scomparsi da Gravina in Puglia
Gravina di Puglia - Rosa Carlucci BARI - Su disposizione del Tribunale per i minorenni di Bari sono state condotte in una comunità protetta la sorella adolescente e la mamma di Francesco e Salvatore Pappalardi, i due fratellini scomparsi da Gravina in Puglia il 5 giugno scorso.
Con un provvedimento di dieci pagine, il Tribunale per i minorenni ha disposto l'affidamento della ragazzina ai servizi sociali di Santeramo in Colle (Bari), città in cui la quindicenne vive, e l'«urgente» suo trasferimento in una comunità protetta. Il giudice ha inoltre disposto che la quindicenne venga ricoverata in comunità insieme alla mamma, Rosa Carlucci. A quanto si è saputo, il provvedimento è stato emesso dopo che i magistrati hanno ritenuto che la minorenne non sia adeguatamente protetta nel contesto in cui vive.
Seppur a distanza di diversi mesi, la decisione del Tribunale segue l'arresto, eseguito il 29 agosto scorso, del convivente di Rosa Carlucci, Nicola Nuzzolese, accusato di aver compiuto abusi sessuali su una ragazzina di 15 anni.

Contestualmente il Tribunale per i minorenni di Bari ha sospeso la potestà genitoriale sulla figlia quindicenne a Filippo Pappalardi. Secondo i giudici, l'uomo non ha tutelato la figlia, si è disinteressato alla sua educazione e si è rifiutato di sottoporsi ad una serie di test psico-attitudinali propostigli dal Tribunale per i minorenni.
Pappalardi è l'unica persona indagata dall'agosto scorso per sequestro di persona in relazione alla scomparsa dei figli Francesco e Salvatore, di 14 e 12 anni.

La decisione di permettere a Rosa Carlucci di essere trasferita in una comunità protetta assieme alla figlia minorenne è stata assunta - a quanto è dato sapere - per due motivi: per evitare il violento trauma della separazione di mamma e figlia, e per impedire che la donna si opponesse con forza al suo trasferimento.
Infatti, quando agenti della squadra mobile hanno notificato alla Carlucci il provvedimento del tribunale, la donna e la figlia sono scoppiate a piangere e per ore hanno intavolato una fitta trattativa con il dirigente della squadra mobile, Luigi Liguori, prima di accettare il trasferimento. Un investigatore che si occupa della scomparsa dei due figli della donna ha fatto notare di aver «visto piangere per la prima volta la signora Carlucci». Alla donna, infatti, tutti hanno sempre rimproverato di aver reagito «senza versare nemmeno una lacrima» alla scomparsa dei suoi due figli, e in questo suo gelido atteggiamento qualche poliziotto aveva inizialmente sospettato un presunto interessamento (poi decaduto) della Carlucci alla vicenda.
Prima di trasferire le due donne in comunità la polizia ha provveduto a far ricoverare in ospedale la cosiddetta «mamma adottiva» di Carlucci, che è da tempo non autosufficiente e che conviveva con la figliastra.

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