Martedì 22 Gennaio 2019 | 17:21

Uccisero l’amica del cuore a Castelluccio dei Sauri primo Natale da libere

di DAVIDE GRITTANI
FOGGIA - Tornano in libertà, dopo 15 anni, Mariena Sica e Anna Maria Botticelli, le due amiche del cuore che cagionarono a una diciottenne di paese, Nadia Rocca (nella foto), una morte piena di mistero e dannazione. Certo, ora entrambe hanno la possibilità di respirare finalmente aria pulita. Di camminare lungo un torrente, di ascoltare il suono della natura. Il frastuono della vita. Hanno la possibilità di attraversare un mercato e sorridere di tutte quelle voci (strane e spesso incomprensibili) che compongono la quotidianità. Ma la libertà, quella mentale non solo fisica, è un’altra cosa
Uccisero l’amica del cuore a Castelluccio dei Sauri primo Natale da libere
di Davide Grittani

FOGGIA - Tornano in libertà, dopo 15 anni, Mariena Sica e Anna Maria Botticelli, le due amiche del cuore che cagionarono a una diciottenne di paese una morte piena di mistero e dannazione. Certo, ora entrambe hanno la possibilità di respirare finalmente aria pulita. Di camminare lungo un torrente, di ascoltare il suono della natura. Il frastuono della vita. Hanno la possibilità di attraversare un mercato e sorridere di tutte quelle voci (strane e spesso incomprensibili) che compongono la quotidianità. Ma la libertà, quella mentale non solo fisica, è un’altra cosa. Poiché, come spesso succede in questi casi, quel dannato pomeriggio del 14 marzo 1988, a Castelluccio dei Sauri, non è morta solo una ragazza semplice di diciotto anni: ma tre, tre anime in un colpo solo. Che piaccia o no, questo è quello che (oltre ogni cronaca e perizia) successe davvero.Anzi, a guardala adesso a distanza di 15 anni, quella storiaccia ha finito per seppellire (sotto terra, sotto uno scomodo passato) ben 5 vite: tutte appartenenti a donne. Senz’altro quella della povera Nadia Roccia, ma come negare che la disperazione di Rocchina Roccia (sua madre) alla fine non abbia avuto la meglio sul coraggio di questa donna che a gran voce, e in qualsiasi udienza del processo, urlava «giustizia per mia figlia». E poi se n’è andata anche Patrizia Roccia (la sorella di Nadia), quella alla quale era toccato il compito peggiore dopo la tragedia: supplire all’assenza della sorella, vigilare attentamente sul dolore della madre. E, come dicevamo, la vita ha forse cessato di scorrere anche per Mariena e Anna Maria. La morte di Nadia appare ancora avvolta nel torbido.

Lo scorso aprile, dopo una serie di permessi premio e dopo una detenzione ritenuta «esemplare», sia la Sica che la Botticelli sono state liberate per fine pena. Vivono entrambe fuori, certamente in Italia: forse in Toscana, forse in Veneto (da dove arrivano le ultime notizie relative ad Anna Maria Botticelli) dove stanno cercando di ricostruirsi una vita. Dove stanno cercando di tornare alla normalità, di mettersi alla spalle quel pomeriggio in cui i compiti del giorno dopo sono finiti nello strangolamento di una ragazza che aveva una sola colpa: voleva vivere.

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