Giovedì 15 Gennaio 2026 | 12:28

Puglia, per le nuove Case della salute mancano personale e call center. La Regione alle Asl: «Fate le assunzioni»

Puglia, per le nuove Case della salute mancano personale e call center. La Regione alle Asl: «Fate le assunzioni»

 
Massimiliano Scagliarini

Reporter:

Massimiliano Scagliarini

Puglia, per le nuove Case della salute mancano personale e call center. La Regione alle Asl: «Fate le assunzioni»

Gli investimenti finanziati con il Pnrr: per attivare le strutture servono medici e infermieri. Un «numero verde» dedicato ai cittadini per le prestazioni sanitarie non urgenti

Giovedì 15 Gennaio 2026, 10:26

12:27

I nuovi Ospedali di comunità (le strutture per il ricovero intermedio e la riabilitazione) e le Case della salute (ambulatori e medici di famiglia) potranno essere considerate aperte ed avviate soltanto con la dotazione minima di personale prevista dagli standard. Dopo le polemiche sui ritardi nel completamento degli investimenti (che sono finanziati dal Pnrr), la Regione ha dato una spinta alle Asl con una serie di indicazioni operative.

L’obiettivo Pnrr rimodulato, che impegna circa 350 milioni di euro (cui aggiungere circa 44 milioni da altre fonti) per realizzare o ristrutturare 97 Case della salute e 30 Ospedali di comunità, non verrà raggiunto perché una serie di progetti (al momento 16) sono ritenuti non completabili: queste opere verranno «spondate» utilizzando fondi europei. Ma nel totale, dice la Puglia, andranno considerati anche altri progetti «di backup» che consentiranno formalmente di rispettare gli obiettivi in termini numerici. Ma, soprattutto, la riunione della cabina di regia di lunedì ha fatto emergere la possibilità - chiesta anche da altre Regioni - di ottenere un «rinvio» tecnico del termine ultimo per la rendicontazione al 30 settembre 2026, o forse al 31 dicembre.

Il problema, chiusi i lavori edili di realizzazione e ristrutturazione - su cui la Regione garantisce di essere in grado di rispettare gli impegni - è il personale. Gli Ospedali di comunità (20 posti letto) richiedono 7-9 infermieri, 4-6 Oss, 1-2 riabilitatori e la presenza di medici in misura tale da garantire la copertura di 4-5 ore giornaliere per sei giorni la settimana. Nelle Case della salute invece i medici devono garantire la presenza h12 o h24 (a seconda della funzione della struttura). In questo modello devono (dovrebbero) avere un ruolo i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta, che - anche grazie all’approvazione del nuovo contratto nazionale - transiteranno nel ruolo unico dell’assistenza territoriale: i medici di base (che lavorano in convenzione) continueranno a fornire l’assistenza ai propri pazienti negli studi (o nelle nuove Aft, i superstudi che cominciano a prendere piede anche in Puglia), ma dovranno poi fornire assistenza a tutta la popolazione nelle Case della salute per un certo numero di ore alla settimana.

Questo è il modello di nuova organizzazione territoriale che dovrebbe sgravare i Pronto soccorso: per le necessità di base, e per l’assistenza non urgente, il cittadino dovrebbe potersi rivolgere alle nuove strutture (attraverso un nuovo numero telefonico, 116117, dedicato a livello europeo alle cure mediche non urgenti e gestito da centrali territoriali previste a Bari, Lecce e Foggia), dove dovrebbe trovare risposte immediate. Ma, appunto, questa nuova organizzazione richiede il supporto fondamentale dei medici di base, che in Puglia come in diverse altre Regioni hanno già chiarito la loro posizione: senza rinnovo contrattuale, che significa senza riconoscimento economico, non intendono essere della partita.

Il ministero della Salute ha già avvertito le Regioni: i lavori edili completati non consentiranno di ritenere superati i target, perché è essenziale che le Asl attestino l’attivazione delle strutture. Dovranno quindi procedere all’assunzione del personale necessario: in particolare le Asl di Bari, Lecce e Foggia dovranno anche dare il via all’attivazione dei call center per la gestione del nuovo numero 116117. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)