Ma una invasione di cavallette viene segnalata anche in provincia di Bari, soprattutto ad Altamura, Gravina e Matera. Ad Andria il fenomeno era iniziato già a giugno con il primo caldo. In quell'occasione l'assessore regionale all'agricoltura Nino Marmo tranquillizzò i pugliesi. «Nessuna emergenza e nessuna premessa per invasioni bibliche paventata da qualcuno», disse.
Secondo una ricerca promossa dalla Regione Puglia negli anni scorsi e i dati derivanti dall'osservazione delle "grillare" individuate ad Andria ed Altamura, si sarebbe in presenza di specie autoctone, non provenienti da altri Paesi.
Il fenomeno, tornato a manifestarsi da tre o quattro anni, è ritenuto caratteristico del territorio pugliese e di entità non eccessiva, quindi non allarmante e circoscritto ai mesi più caldi: giugno e luglio, quando si schiudono le uova. La proliferazione delle cavallette avviene dopo meno di un anno, a causa della mancata aratura (la pratica distrugge le uova) o per l'irrorazione di insetticidi che, invece di uccidere le cavallette, colpiscono il falco grillaio e gli altri predatori delle larve. I veleni causano una grave alterazione dell'equilibrio ambientale.















