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Velivolo tedesco perde contatto radio
i jet del 36° lo intercettano sul Montenegro

Gioia, operazione di Air policing della Nato di due Eurofighter

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Lo spazio aereo di quei paesi che non hanno un'aeronautica con aerei da caccia e sono legati all'Alleanza atlantica con accordi di difesa, è gestito dalla Nato. In gergo militare si chiama Air policing. In questo modo la sicurezza solidale diventa un fatto concreto e lo "scudo" si allarga sempre di più. Negli ultimi anni l'Italia ha "adottato" Slovenia, Albania, Montenegro, Islanda, Estonia, Lettonia e Lituania. In alcuni casi le missioni, condivise con altri membri dell'Alleanza, durano quattro mesi a rotazione e prevedono il rischiaramento di uomini e mezzi sulle basi estere. In altre si provvede alla copertura dello spazio aereo con uomini e mezzi dalle proprie basi nazionali. Il 36° Stormo di Gioia del Colle è uno dei reparti più impiegati nelle missioni di Air policing. E ieri due Eurofighter, in servizio di allarme Nato, sono decollati dalla pista pugliese per intercettare un velivolo della compagnia aerea tedesca TUI Fly in volo sui cieli del Montenegro, diretto ad Hurghada (Egitto), che aveva perso il contatto radio con gli enti addetti al controllo del traffico aereo (Atc).

 

L'ordine di decollo immediato - in gergo tecnico "scramble" - è stato dato dal Caoc (Combined air operation center) di Torrejon in Spagna, ente Nato responsabile nell'area, in coordinamento con il Comando operazioni aeree (Coa) di Poggio Renatico e gli enti della forza armata deputati alla sorveglianza dello spazio aereo nazionale e Nato (quest'anno festeggia i 70 anni di attività). Il personale "guida caccia" del 22° Gruppo radar di Licola ha fornito ai piloti degli Eurofighter in volo le informazioni necessarie per intercettare il velivolo che stava per interessare lo spazio aereo del Montenegro e dell'Albania, paesi dell'Alleanza atlantica la cui difesa aerea è quotidianamente assicurata dall'Italia, con gli assetti operativi dell'Aeronautica militare e dalla Grecia. Giunti nell'area interessata, i due caccia intercettori hanno identificato il velivolo civile per la prevista VId (Visual identification) ed una volta ripristinate le comunicazione radio hanno fatto rientro in base.

 

Il complesso sistema di difesa mediante il quale l'Aeronautica militare assicura senza soluzione di continuità la sorveglianza dello spazio aereo nazionale è integrato, anche in tempo di pace, con quello degli altri paesi appartenenti alla Nato. La catena di allertamento per questo tipo di eventi e per le violazioni dello spazio aereo prevede infatti che l'ordine di intervento immediato dei caccia ("scramble") venga impartito dal Caoc di Torrejon, l il cui interlocutore nazionale è l'Air operation center di Poggio Renatico. Tre sono gli Stormi dotati di assetti Eurofighter, che l'Aeronautica impiega per il servizio di difesa aerea: il 4° Stormo di Grosseto, il 36° Stormo di Gioia del Colle ed il 37° Stormo di Trapani, i quali alimentano a turno, secondo necessità, anche una cellula temporanea presso la base del 51° Stormo di Istrana. Nella catena sono inseriti anche l'11° Gruppo Dami (Difesa aerea missilistica integrata) di Poggio Renatico e il 22° Gruppo radar di Licola, che hanno il compito di guidare gli assetti della difesa aerea fornendo le informazioni necessarie per intercettare le potenziali minacce aeree. L'attività di monitoraggio dello spazio aereo è condotta da personale specializzato e addestrato, in possesso della qualifica di controllore alla sorveglianza o di controllore di intercettazione.

 

L'Air operation centre nazionale svolge compiti fondamentali nell'organizzazione del servizio di difesa aerea ed effettua una costante attività di supervisione sul corretto funzionamento del dispositivo. Qualora si presenti una minaccia non militare allo spazio aereo italiano, l'IT-AOC riprende il comando dei velivoli intercettori affidati alla Nato, per la successiva azione di contrasto. Ciò avviene quando un velivolo civile in transito nello spazio aereo nazionale evidenzi una condotta anomala e, quindi, potenzialmente pericolosa per la sicurezza, oppure qualora necessiti di supporto aereo per problemi tecnici che ne compromettano la sicurezza del volo, come nel caso odierno, dovuto alla perdita di comunicazioni radio. L'Italia garantisce il supporto grazie all'impiego di 2 velivoli Eurofighter che saranno in prontezza operativa delle proprie basi di appartenenza, pronti ad intervenire si "scramble" in caso di necessità. Lo "scramble" è l'attività operativa consistente nel far attivare in maniera rapida una coppia di velivoli caccia al fine di intercettare e identificare un aereo sconosciuto che viola lo spazio aereo dell'Alleanza, o non si identifica propriamente con il controllo del traffico aereo, al fine di garantire la sicurezza dei cieli da qualsiasi eventuale e/o potenziale minaccia.

 

L'Air policing (AP) è una capacità di cui si è dotata la NATO a partire dalla metà degli anni Cinquanta e consiste nell'integrazione in un unico sistema di difesa aerea e missilistico della NATO dei rispettivi e analoghi sistemi nazionali messi a disposizione dai paesi membri. L'attività di Air policing è condotta sin dal tempo di pace e consiste nella continua sorveglianza e identificazione di tutte le violazioni all'integrità dello spazio aereo NATO alle quali si fa fronte prendendo le appropriate azioni utili a contrastarle, come ad esempio il decollo rapido di velivoli caccia intercettori, lo scramble.

 

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