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di Antonio Massaro

GENZANO - Il completamento funzionale dello schema irriguo «Basento-Bradano» rischia di non vedere mai la luce. E questo dopo circa 40 anni di attesa e di una marea di soldi pubblici spesi.

È la sintesi dopo l’accusa della D’Agostino Costruzioni Generali, la ditta aggiudicataria dell’appalto come da sentenza del Consiglio di Stato. «La Regione Basilicata e il Consorzio di Bonifica Vulture – Alto Bradano - sottolinea Angelo Panza amministratore delegato della ditta avellinese - sono ad un passo dal perdere 65 milioni di euro destinati ai lavori di completamento del “distretto G” opere di adduzione e distribuzione irrigua a valle di Genzano».

«Un rischio - prosegue Panza - determinato dalla incomprensibile e ingiustificata inerzia di questi due enti che, per ragioni che non è dato conoscere, non procedono alla sottoscrizione del contratto con la D’Agostino». Va ricordato che il Consorzio di Bonifica Vulture – Alto Bradano il 5 aprile scorso ha confermato l’aggiudicazione definitiva dell’appalto alla ditta campana. Il Consorzio, con lettera del 21 giugno 2016, ha richiesto alla D’Agostino Costruzioni di presentare documentazione «al fine di dare corso alla sottoscrizione del contratto di appalto, adempimento puntualmente osservato dall'impresa».

«Nonostante ciò - rincara la dose Panza - il Consorzio di Bonifica non ha mai più provveduto a sottoscrivere il contratto lasciando illegittimamente in sospeso il relativo procedimento. La D’Agostino pertanto, dopo ben quattro diffide, si è vista costretta a depositare a metà novembre ricorso al Tar Basilicata per chiedere che la Regione, e per essa il Consorzio di Bonifica siano condannati, entro trenta giorni, a stipulare il contratto di appalto nelle forme di legge, chiedendo contestualmente che sia subito nominato, per il caso di perdurante inerzia, un commissario ad acta. E ancora. L’impresa ha chiesto la condanna di Regione Basilicata e Consorzio di Bonifica Vulture al pagamento di circa 7 milioni di euro di danni subìti in conseguenza dell’inosservanza del termine di conclusione del procedimento amministrativo». «La D’Agostino conclude Panza - auspica, che la Regione Basilicata, e il Consorzio Vulture – Alto Bradano, provvedano tempestivamente alla sottoscrizione del contratto di appalto. In mancanza, la perdita del finanziamento che ne conseguirebbe non solo lederebbe i diritti dell’impresa aggiudicataria, ma impedirebbe la realizzazione di un’opera necessaria a migliorare la condizione di migliaia di agricoltori lucani».

Insomma un’eventualità da scongiurare. Al completamento dello schema guardano ormai da 40 anni le popolazioni dell’area stremate da promesse mai realizzate. Tanto è vero che lo spopolamento è un fatto reale. Ai possibili lavori guardano non solo gli agricoltori ma anche le aziende locali che operano nell’indotto in particolare i lavoratori del settore edile che scontano una lunga crisi dal 2008.

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