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In Puglia e Basilicata

SOS SANITA'

Basilicata, ambulatori sanitari privati verso la paralisi

Basilicata, ambulatori sanitari privati verso la paralisi

Sanità ambulatoriale in crisi in Basilicata

Tetti di spesa: la Regione annuncia soluzioni, ma i giorni passano nel silenzio

18 Agosto 2022

Massimo Brancati

Al ritorno dalle ferie i lucani possono trovare l’amara sorpresa di non ricevere più le prestazioni prenotate in una delle 68 strutture della specialistica ambulatoriale. Il Tavolo tecnico previsto al Dipartimento Salute non è stato ancora convocato per dirimere il nodo spinoso dei tetti di spesa assegnati ad ogni singola struttura ed esauriti da tutte le strutture, in alcuni casi dal mese di giugno. «Sappiamo che in Regione è tutto fermo per le classiche ferie di agosto ma – dicono all’Unità di Crisi Sanitaria (comitato costituito da una dozzina di titolari di struttura) che con il coordinamento delle attività a Melfi è sempre attiva – la salute non va in ferie. Non si sottovaluti che una buona parte delle prestazioni sono esami diagnostici e prestazioni salva-vita. Si tratta complessivamente di poco meno di 220mila prestazioni in lista di attesa».

La Regione a fine luglio ha approvato il Piano regionale di recupero da portare a termine entro il 31 dicembre prossimo. Riguarda 2.671 prestazioni da recuperare per ricoveri, 194.170 per l’ambulatoriale e 17.264 screening. Nel piano operativo non si fa mistero della complessità dell’operazione da attuare con azioni dirette da parte di Asp, Asm, Azienda Ospedaliera San Carlo, Crob. Per lo screening (malati oncologici) la Regione ha dato priorità a tutte le 17.626 prestazioni continuamente rinviate. Uno spazio nell’azione di recupero è assegnato al privato accreditato con 81.720 prestazioni ambulatoriali. «Ed è proprio qui la contraddizione – dice Michele Cataldi portavoce dell’Unità di Crisi Sanitaria – perché non ci è spiegato come dovremmo procedere se non disponiamo di adeguamento del budget assegnato con un peso del privato nella sanità lucana di appena 25 milioni l’anno. Lo abbiamo detto nella nostra recente conferenza stampa e lo ribadiamo: noi per primi vogliamo continuare a garantire le prestazioni e le cure di cui i pazienti hanno bisogno ed affermare concretamente il principio che “la salute non va in ferie”; lo abbiamo dimostrato difatti non interrompendo, per il momento, le nostre attività, nonostante la grave situazione. Solo che – aggiunge - le nostre sollecitazioni non trovano ancora alcuna risposta, soprattutto considerando la vitale necessità di essere rapidi, più volte ribadita, ad onore del vero, dallo stesso assessore Fanelli e dal Presidente Bardi nel corso dell’incontro avuto con le associazioni categoria».

L’Unità di Crisi Sanitaria ricorda i punti cruciali dell’incontro alla Presidenza della Giunta: l’immediato annullamento delle Deliberazioni della Giunta regionale della Regione Basilicata n. 481/2022 e n. 482/2022 con il regolare pagamento delle prestazioni erogate per tutto il 2022, l’istituzione di un tavolo tecnico che si occupi di programmare l’assistenza specialistica per il prossimo triennio 2023 – 2025. «Ci saremmo aspettati – continua Cataldi - atti conseguenti e concreti e onestamente vogliamo ancora confidare nelle parole dell’assessore Fanelli e del Presidente Bardi nel voler procedere speditamente verso la soluzione». Per tornare ai numeri: l’Asm deve recuperare 1.199 prime visite-esami diagnostica ambulatoriale per il paziente oncologico, il San Carlo 44 e il Crob 937. Per prime visite di altre discipline per pazienti oncologici invece il San Carlo deve recuperare prestazioni dovute (anche da 8 mesi) a 590 pazienti e il Crob 685. Le 218.875 prestazioni «arretrate» sono così suddivise: 143.554 Asp; 33.734 Asm; 29.231 Azienda Ospedaliera San Carlo, 12.356 Crob. Ma lo scenario che si profila è tutt’altro: il blocco di tutte le attività; la disdetta di appuntamenti visite-prestazioni già calendarizzati; l’interruzione di cure; l’impossibilità a prendere nuovi appuntamenti per contribuire ad abbattere le liste dii lista. Di qui l’appello dell’Unità di Crisi Sanitaria ai cittadini: «È giusto che l’opinione pubblica venga puntualmente informata, in linea con il percorso di trasparenza che caratterizza il nostro operato e, soprattutto, perché chi ne pagherebbero i nefasti esiti sarebbero alla fine dei conti le strutture e i cittadini. Accogliamo con speranza le rassicurazioni pervenute dall’Assessorato alla Salute che «le prestazioni sanitarie continueranno ad essere erogate regolarmente», dichiarazione da interpretare positivamente più come un atto di intenti, perché purtroppo, allo stato attuale, garantire le decine di migliaia di prestazioni sanitarie già prenotate non è possibile».

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