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Eni, il cambio d’appalto costa il posto ai lavoratori

Eni, il cambio d’appalto costa il posto ai lavoratori

Subentro senza applicare la clausola sociale della nuova azienda che si occupa di manutenzione nel Centro oli di Viggiano

04 Agosto 2022

Carmela Formicola

Da circa due mesi i lavoratori lucani della Eletecno (azienda dell’indotto del Centro Oli di Viggiano) attendono risposte. Un incremento salariale? No, si parla di tutt’altro e cioè del rispetto del Patto di Sito, da poco rinnovato da Eni e Regione Basilicata. La Eletecno svolge servizi di manutenzione, impianti di condizionamento, sanificazione e sistemi di distribuzione nell’area di Viggiano. O meglio, svolgeva; al suo posto è subentrata da pochi mesi la Sagest, che ha ripreso quelle attività ma «con lavoratori non coinvolti dal cambio di appalto, non lucani e addirittura in apprendistato». La denuncia di Fim, Fiom e Uilm arriva nei giorni caldi di Melfi, laddove l’altra grande esperienza industriale della Basilicata, il polo estrattivo della Valle dell’Agri, pure comincia a mostrare crepe nella tenuta occupazionale.

Dunque, la Eletecno ha perso la gara Eni viceversa aggiudicata a Sagest. Niente clausola sociale. I sindacati chiedono spiegazioni, ma tra le due società «assistiamo a un rimbalzo di responsabilità. Le nuove regole del Patto di sito - chiariscono le organizzazioni sindacali - avrebbero dovuto fugare le ombre del passato e invece ancora una volta gli errori “di qualcuno” sono pagati dai nostri lavoratori». Già, parliamo degli operai da due mesi col fiato sospeso. Molti sono costretti a rimanere a casa in ferie forzate. Altri hanno perso le speranze e hanno cominciato a guardarsi attorno, in cerca di un’altra occupazione, magari all’interno dello stesso indotto del petrolio. Opera non facile: da tempo i sindacati ed alcuni economisti ripetono che l’epopea degli idrocarburi in Basilicata ha sì prodotto vantaggi (attraverso le royalty) ma non ha viceversa moltiplicato il numero di posti di lavoro.

Nel frattempo Fim, Fiom e Uilm hanno dichiarato lo stato di agitazione, non soltanto degli addetti Eletecno ma di tutti i lavoratori del Centro Oli di Viggiano. «Aspettiamo notizie entro le prossime ore - informano le sigle - Si chiede a Confindustria di convocare urgentemente il tavolo di confronto con tutte le parti al fine di far chiarezza sulla situazione». Non mancano stoccate ad Eni: «Riteniamo una pericolosa violazione da parte dell’Eni aver consentito alla Sagest, in costanza del cambio di appalto, di operare nel Centro Oli di Viggiano con lavoratori estranei a quelli interessati dal Patto di sito, mentre i lavoratori che avrebbero dovuto svolgere quelle attività sono nel limbo. Un bel paradigma che fotografa ormai il declino di ogni cosa all’interno del Centro Oli di Viggiano».

Da tempo il rispetto del Patto di Sito, l'assicurazione che non siano i lavoratori a fare le spese nei cambi di appalto, è al centro delle rivendicazioni sindacali, come ricordano le vertenze Italfluid, Maersk e Sis. A giugno invece c’erano state fibrillazioni nell’indotto Eni, con lo sciopero degli addetti della Sicilsaldo. In quell’occasione era stato ribadito che «a Viggiano non si può perdere nemmeno un posto di lavoro». Ma che anche da queste parti, come a Melfi, i posti di lavoro sono destinati a contrarsi è probabilmente ineluttabile, visti i progressivi processi di robotizzazione.

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