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In Puglia e Basilicata

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Basilicata, Stellantis apre all’indotto

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Addetti e commesse, sindacati convocati. La Fiom annuncia una mobilitazione

31 Luglio 2022

Antonella Inciso

MELFI - Gli occhi sono puntati tutti lì, sul tavolo che Stellantis ha convocato per lunedì sulla situazione dell’indotto.
La temperatura resta alta nella piana di San Nicola di Melfi, nel «cuore» della Basilicata dell’area nord, dove quasi 10mila addetti attendono di sapere quale sarà il futuro della fabbrica integrata e delle sue aziende satelliti. Per l’indotto sono settimane complicate. In ballo ci sono tremila posti di lavoro che, con la transazione verso l’elettrico, potrebbero perdersi. Così, dopo lo stato di agitazione e lo sciopero degli addetti della logistica, la convocazione di Stellantis fissata per lunedì viene vista positivamente. «L’auspicio è che finalmente possa avviarsi un confronto vero e, come più volte sottolineato, di chiarezza al fine della salvaguardia dei lavoratori e del lavoro di Melfi» fanno sapere i rappresentanti di Fim, Uilm, Fismic, Uiltrasporti Fast e Confsal.

Il timore non è solo che l’elettrico riduca i posti di lavoro ma anche che la contrazione delle commesse porti alla chiusura di diverse aziende. Con inevitabili ricadute sul tessuto economico della Basilicata. «Siamo veramente preoccupati per il sistema di tenuta occupazionale della logistica e di tutto l'indotto industriale del polo automotive di San Nicola di Melfi dove ha sede lo stabilimento Stellantis e «in cui ruotano circa cinquemila lavoratori - spiega il segretario regionale della Basilicata della Uil trasporti, Antonio Cefola - Preoccupati dell’avvenire del settore abbiamo organizzato due importanti manifestazioni, portando all’attenzione le problematiche sollevate dai lavoratori. Successivamente, abbiamo dichiarato lo stato di agitazione che ha portato ad azioni di sciopero consistente con l’adesione di quasi la totalità dei lavoratori addetti». Ora, però, per il sindacalista è indispensabile che si «avvii un serio confronto sia con Stellantis sia con la Regione Basilicata per tranquillizzare i lavoratori del settore logistica e programmare il futuro con la certezza del mantenimento degli attuali posti di lavoro».

Certezze sul lavoro, certezze sulle commesse, certezze sui salari. Non è solo la Uil trasporti a chiederle ma anche la Fiom che ha già annunciato, per settembre, «una grande mobilitazione che coinvolga tutti i lavoratori della componentistica e della logistica occupati nell’indotto Stellantis di San Nicola per rivendicare nei confronti delle istituzioni locali e nazionali e imprenditoriali, risposte concrete per la tenuta occupazionale e salariale di tutti gli addetti». L’idea è quella di condividere le tante difficoltà di lavoro e di vita del personale di quelle aziende. Imprese, in particolare dell’indotto, che da troppo tempo fanno i conti con la paura di dover chiudere, di vedersi ridotte al minimo le commesse. «Il peggioramento delle condizioni dei lavoratori deriva dalle scelte strategiche sbagliate degli imprenditori del nostro Paese, in particolar modo nel settore automotive - commenta la segretaria regionale della Fiom Basilicata, Giorgia Calamita - La denuncia è rivolta ai mancati investimenti in innovazione e ricerca in una fase di transizione energetica, ecologica e digitale». A detta della segretaria Fiom i lavoratori «chiedono risposte certe, piani di programmazione per evitare la deindustrializzazione». «Stellantis - aggiunge Calamita - deve garantire piena produttività a Melfi, con un impegno sulla tenuta occupazionale, con volumi produttivi rispetto alla capacità produttiva installata dell’area industriale di Melfi».

Le richieste della Fiom sono precise. Come quelle degli altri sindacati. E tutte sono dirette non solo a Stellantis ed alle aziende dell’indotto ma anche alla Regione ed all’assessore regionale al ramo Alessandro Galella che ha convocato un tavolo per il 5 agosto per fare il punto sulla situazione.

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