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Diritti civili

Filiano, il doppio cognome al figlio di una coppia gay

Filiano, il doppio cognome al figlio di una coppia gay

Il primo cittadino Santoro: «In Italia vi è un vuoto legislativo. I tribunali spesso intervengono su richiesta per colmare questo vuoto»

22 Maggio 2020

redazione online

FILIANO - «Le nostre famiglie esistono e, al di là del colore politico di ognuno, con questo riconoscimento si consente a una famiglia di fatto di sentirsi considerata tale anche dal diritto». Così il sindaco di Filiano, Francesco Santoro, ha motivato la firma del decreto con il quale ha disposto la trascrizione nei registri di Stato civile di atti di nascita con due madri o due padri, in tutti i casi di minore nato in Italia, a seguito di tecnica di procrezione medicalmente assistita eterologa all’estero.
L’Ufficiale di Stato Civile, quindi, potrà registrare il minore, alla nascita, indicando entrambe le madri o padri, sia mediante indicazione nel corpo dell’atto, sia mediante annotazione dell’atto stesso con riferimento alla dichiarazione di riconoscimento da parte della seconda madre o secondo padre. Allo stesso modo, in caso di atto di nascita già formato, l’Ufficiale dello Stato Civile – ricevuta la dichiarazione di riconoscimento da parte della seconda madre o secondo padre – potrà annotare la seconda maternità o paternità a margine dell’atto di nascita.

Tale provvedimento nasce a seguito dell’accoglimento della richiesta di una coppia, già unitasi civilmente a Filiano l’anno scorso e che ha avuto il bimbo grazie al ricorso alla fecondazione eterologa in Spagna, di procedere all’iscrizione con l’attribuzione del doppio cognome - della madre gestante e di quella intenzionale. In questo modo si potrà garantire anche il diritto fondamentale del piccolo di vedersi riconosciuto come appartenente alla stessa famiglia anche davanti alla legge.

Al riconoscimento del legame di genitorialità - aggiunge il sindaco - indipendentemente dalle modalità con le quali il bimbo è stato concepito ed è nato, è un diritto del bambino e si è proceduto proprio ad esclusiva tutela del minore. Difatti, in Italia vi è un vero e proprio vuoto legislativo, costringendo, come di solito avviene, i tribunali a colmare, su istanza degli interessati, detto vuoto che noi però non possiamo e non dobbiamo ignorare, avendo di mira esclusivamente la tutela del superiore interesse del minore».

Attualmente il tema della fecondazione eterologa - spiega il segretario generale del Comune di Filiano, Giovanni Conte - è disciplinato dall'articolo 5 della legge 40/2004 secondo cui "possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi". La normativa non prevede, pertanto, ad oggi, la possibilità di utilizzare la pratica di procreazione medicalmente assistita per le coppie omosessuali». Il sindaco di Filiano ha voluto spingersi oltre, supportato da un accoglimento favorevole giurisprudenziale dei bimbi, nati all'estero, di coppie omosessuali. «Nel caso in cui la nascita avvenga all'estero - sottolinea il segretario comunale - il giudice si deve pronunciare su nascite avvenute nei Paesi in cui è già formata un'identità del bimbo e si è già consolidato all'estero un rapporto di filiazione, individuando quale principio superiore da salvaguardare l'interesse del minore, permettendo alle coppie omosessuali di mantenere il rapporto genitoriale con i bimbi nati da maternità surrogata. Nel caso in cui la nascita avvenga in Italia, come nel caso di Filiano, si deve procedere con la formazione dell'atto di nascita al fine di far "nascere" giuridicamente il figlio, in applicazione dell'ordinamento interno». Il sindaco di Filiano ha adottato una misura politica per promuovere una modifica di legge, al fine di rendere lecita una pratica esistente già in diversi Paesi europei.
Anche se è stata emanata la legge 76 del 20 maggio 2016, che ammette le unioni civili tra persone dello stesso sesso, pur equiparando i diritti derivanti dall'unione civile a quelli del matrimonio, il comma 20 della normativa stabilisce che: "....la disposizione di cui al periodo precedente non si applica alle norme del codice civile non richiamate espressamente nella presente legge...". In tema di filiazione, pertanto, nulla ancora è stato disciplinato.

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