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La Basilicata ha chiesto 400 milioni di metri cubi l'anno

Da Eni e Total più gas alla regione: bollette più «leggere» per tutti i lucani

«È la somma che fa il totale» diceva Totò. E sarà la radice napoletana ad aver fatto riflettere il governatore Bardi e l'intera giunta lucana, decisa a provare a mettere a segno un obiettivo anelato da tempo, da tutti i governi regionali che si sono succeduti, e fino ad ora non realizzato ossia non far pagare il gas ai cittadini lucani. Per farlo, però, oltre a superare una serie di scogli normativi serve avere il gas, averlo gratuitamente ed in quantitativo sufficiente a rispondere alle esigenze di tutte le famiglie. Così nella piccola regione del Sud, cuore italiano delle estrazioni petrolifere la soluzione è stata quella di puntare alla sommatoria per arrivare all totale. Chiusa l’intesa con la Total e le consociate per l’avvio di Tempa Rossa (con diversi milioni di euro spalmati negli anni) la Regione ha messo sul piatto di un’altra trattativa aperta, quella con l’Eni per il rinnovo della concessione Val d’Agri, proprio la richiesta di un importante quantitativo di gas naturale.

In particolare, il governo regionale avrebbe chiesto alla compagnia petrolifera ben 400 milioni di metri cubi di gas naturale l’anno, a fronte di un quantitativo estratto di un miliardo e 400 milioni di metri cubi. Un quantitativo importante a cui la compagnia petrolifera - secondo indiscrezioni - avrebbe risposto offrendone 300 milioni di metri cubi l’anno, per dieci anni (periodo previsto per le estrazioni). Per capire se la decisione verrà formalizzata con una proposta formale si dovrà attendere la fine della settimana - considerato che sono fissati una serie di incontri anche sulle altre voci legate alle compensazioni ambientali che toccano alla Basilicata - ma è indubbio che sia il quantitativo chiesto dalla Regione sia quello offerto dalla compagnia petrolifera, sommati ai 40 milioni di metri cubi provenienti da Tempa Rossa, sono sufficienti ad eliminare la voce materia prima dalle bollette del gas delle famiglie della Basilicata. Calcolato il quantitativo, infatti, la Regione avrebbe individuato (attraverso una serie di interlocuzioni con i ministeri competenti) anche il meccanismo tecnico - giuridico per concretizzare il progetto attraverso la Società energetica lucana. In questo modo, dunque, la bolletta del gas dei cittadini lucani sarebbe limitata ai costi legati agli oneri di gestione. Un risultato importante, dunque, per le famiglie che si troverebbero nelle tasche qualche euro in più (mentre per quanto riguarda la fornitura di gas per le imprese continuerebbe ad esserci il rischio di concorrenza sleale).

Insomma, alla fine i 340 milioni di metri cubi di gas estratti e ceduti gratis alla Regione dalle compagnie petrolifere rappresenterebbero un risultato importante nelle lunghe trattative portate avanti sia con Total e le sue consociate sia con Eni. Certo, manca l’ufficialità ma tra le fila del governo regionale di Centrodestra si respira ottimismo. Perché oltre ad avere soldi per le compensazioni ed ogni barile estratto (all’Eni la Regione per il rinnovo della concessione ha chiesto un euro e 50 centesimi a barile estratto) potrebbe arrivare anche il gas. E per tutti i lucani, non solo per i cittadini che vivono in Val d’Agri.

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